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il caso

Quartieri: si torna al Tar, i Cinque stelle non mollano

Una seduta del consiglio comunale in un’immagine di repertorio (foto PaBar)
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Una seduta del consiglio comunale in un’immagine di repertorio (foto PaBar)

Il 10 febbraio nuova udienza dopo il secondo ricorso presentato dal M5s
«Ci auguriamo che i cittadini possano riappropriarsi di un loro diritto»

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PIOMBINO. Non mollano. E ora attendono la prossima udienza del Tar, fissata per il 10 febbraio. I Cinque stelle tornano alla carica sulla questione dei consigli di quartiere: «Una delle vicende più controverse e indecifrabili che hanno caratterizzato la vita politica di questo consiglio comunale - scrivono - è stata senza ombra di dubbio la mancata nomina dei consigli di Quartiere. In nome di un non meglio decifrato vuoto di rappresentanza per l’assenza di consiglieri nominati dal Pd, la maggioranza consiliare ha preferito non votare la delibera che li vedeva esclusi per effetto della sentenza del Tar 97/2015. Come era prevedibile a rimetterci sono stati i cittadini che si sono visti privati di un importante organo di rappresentanza solo ed esclusivamente perché il Pd ha ritenuto fondamentale dare una dimostrazione di forza, ponendosi al di sopra dei regolamenti che il Pd stesso ha prodotto e dell’indirizzo espresso nella sentenza del Tar».

«Tutto questo - proseguono - non è servito a scoraggiarci perché siamo profondamente convinti di essere sempre e comunque dalla parte dei cittadini e a inizio dicembre siamo ricorsi nuovamente al Tar della Toscana. Nonostante l’importante impegno economico che comporta ricorrere al Tar, siamo stati ancora una volta gli unici che hanno avuto il coraggio di andare fino in fondo alla vicenda. Ricordiamo ancora una volta che il M5s non percepisce rimborsi elettorali, non chiede quote di iscrizione, e i consiglieri di Piombino rinunciano ai gettoni di presenza».

«La motivazione del ricorso - spiegano i Cinque stelle - è basata sul fatto che il rigetto della delibera 200/2015, con la quale si sarebbe dovuto ratificare la nuova composizione dei consigli di Quartiere, non è stato in alcun modo motivato, come invece sarebbe stato previsto dalla legge. E’ notizia del 12 gennaio che il collegio abbia chiesto al Comune di depositare una relazione del dirigente sulle circostanze da noi dedotte (leggi regolarità delle nomine) e sui verbali della seduta (leggi motivazione del rigetto) e ha rinviato a brevissimo per la nuova cautelare».

La nuova udienza è fissata dunque per il 10 febbraio. «Ci auguriamo che per quella data i cittadini possano riappropriarsi di quanto immotivatamente è stato loro negato: la possibilità di partecipare alla vita del proprio comune».

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