Sicurezza
Un protocollo per ridurre i rifiuti
I Cinque stelle preoccupati per amianto e sostenibilità di Rimateria
PIOMBINO. Proporre un protocollo che istruisca a fare meno rifiuti. Lo chiedono il M5s di Piombino, quello di Campiglia e il Meetup storico di San Vincenzo: «potrebbe essere una speranza per incrinare il sistema creato per incentivare l’incenerimento dei rifiuti stessi o il conferimento in discarica dietro pagamento».
«Meno produzione di scarti di ogni genere - scrivono i Cinque stelle - significa meno lavoro di riciclo, meno inquinamento, ambiente più pulito. La riduzione dei rifiuti è basilare perché se produci meno rifiuti, crei anche meno carburante per gli inceneritori. Il riciclo è una conseguenza del rifiuto. Ormai sappiamo che molti rifiuti nonostante esista la tecnologia per essere riciclati, vengono deposti nelle discariche e/o inceneriti. L’incenerimento porta soldi tramite i certificati verdi alle aziende che disperdono diossine in ogni dove».
E quindi: «Abituare i cittadini a produrre meno rifiuti, attraverso le buone pratiche come il compostaggio domestico con l’organico prodotto, ripristino del vuoto a rendere, scegliere prodotti senza imballaggio, bere acqua del rubinetto, utilizzare borse di tela per fare la spesa, detersivi e cosmetici naturali e fai-da te o ricaricabili, stop alla pubblicità in cassetta, seconda vita degli oggetti, sostituire oggetti di vita breve con beni che durano nel tempo ecc., sono tutte strategie, sia individuali che collettive, per produrre meno rifiuti ed azzerare gli scarti».
Quanto ai rifiuti speciali e pericolosi «nonostante riteniamo un atto dovuto che ci sia stato il cambio nome e di statuto all’interno di Asiu altra criticità è rappresentata dall'inserimento del principio di prossimità. Ci sembra logico che in una discarica, dove vengono accolti e trattati rifiuti speciali pericolosi, questi ultimi debbano appartenere al locale ed entro un certo limite chilometrico». E in particolare sull’amianto, «che registra una presenza di diverse tonnellate solo negli impianti siderurgici da dismettere, se pensiamo di riceverne anche da altre parti d'Italia sarebbe un vero business ma a discapito del nostro territorio. È forse a questa ripresa economica che si riferisce Valerio Caramassi. Se così fosse, non osiamo immaginare quanto amianto possa essere sotterrato a Piombino».
Infine, sulla sostenibilità economica del progetto Rimateria, il M5s chiede: «Quale sarà il core-business di Rimateria se malauguratamente Aferpi non costruisse un’acciaieria elettrica? Chi sosterrà il costo di conferimento delle scorie stoccate abusivamente nell’area LI53? Esistono in un perimetro prossimo agli impianti materiali da trattare tali da sostenere economicamente l’azienda?».
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