Toscana
Mosaico del Signore del tempo protagonista a Roma
PIOMBINO. Ad un anno dall’esordio londinese (nella sede della Senate House, a due passi dal British Museum) il mosaico di Aiòn, Signore del tempo e delle stagioni, continua ad affascinare l’Europa....
PIOMBINO. Ad un anno dall’esordio londinese (nella sede della Senate House, a due passi dal British Museum) il mosaico di Aiòn, Signore del tempo e delle stagioni, continua ad affascinare l’Europa. Ieri Enrico Zanini ed Elisabetta Giorgi (Università di Siena) da sempre alla guida dello scavo archeologico di Vignale Riotorto hanno appassionato la platea del “Koninklijk Nederlands Instituut” di Roma. In sala oltre cento persone. «Ha fatto impressione notare – dice Elisabetta Giorgi, – che questa sala così grande aveva più o meno le stesse misure di quella che ospitava in origine il mosaico di Vignale: al proprietario della villa tardo antica, evidentemente, piaceva cenare in numerosa compagnia».
Insomma si ricomincia. E si ricomincia alla grande. Perché suscita sempre grande interesse sia il mosaico che l’esperienza di archeologia pubblica portata avanti dal dipartimento di scienze storiche e dei beni culturali dell’Università di Siena col sostegno del Comune di Piombino.
Esperienza a più strati, come la ricerca: partita nel 2003 lungo la Vecchia Aurelia dai resti della mansio romana di Riotorto (bed and breakfast ai tempi dei Romani), poi tra le varie fasi, da fattoria etrusco romana I sec. a.C., a villa lussuosa.
La storia del lavoro, presentata da Zanini e Giorgi, si è confermata tra i protagonisti di questo seminario internazionale organizzato all’Istituto Neerlandese di Roma.
«Con idee nuove da raccontare e fotografie bellissime da mostrare – sottolinea Elisabetta Giorgi – Bellissime soprattutto perché le abbiamo fatte insieme ad amici veri, che hanno messo a nostra disposizione il loro tempo, le loro attrezzature, la loro capacità professionale e, soprattutto, la loro voglia di condividere un progetto».
«Da sempre – conferma Zanini – gli scavi alla mansio “vivono” a stretto contatto con la comunità locale, col mondo della scuola. Ma il mosaico rappresenta un vero momento di svolta. Sin dalla scoperta, nel 2014, che ha il gusto dell’eccezionalità questo mosaico cercato ogni anno, per necessità, subito è stato messo in sicurezza ed è già cominciato il restauro». Ma gli archeologi di “Uomini e Cose a Vignale” sono impegnati nella ricerca di nuovi fondi, tutto prima dell’inizio della nuova campagna di ricerche.
Cecilia Cecchi
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