Sicurezza
«Camera mortuaria in pieno degrado»
CAMPIGLIA. Stanza mortuaria di Campiglia. A segnalarne il degrado è Volrico Cappelli che si è imbattuto in questa situazione per la recente morte del padre, Guido. In attesa dello spostamento della...
CAMPIGLIA. Stanza mortuaria di Campiglia. A segnalarne il degrado è Volrico Cappelli che si è imbattuto in questa situazione per la recente morte del padre, Guido. In attesa dello spostamento della salma a Livorno per la cremazione, i familiari hanno optato per la sosta nella stanza mortuaria del cimitero.
«Ci siamo subito resi conto - afferma Cappelli - di avere preso una decisione assolutamente errata per le condizioni del luogo».
«Un luogo non dignitoso, con un impiantito in parte ricoperto di aghi di cipresso, mattonelle da impiantito e da rivestimento che non davano assolutamente una sensazione di “brillantezza”, un angolo con un tinozzo uso lavatoio con sottostante secchio di plastica ed un adiacente utensile per pulire il pavimento, la mancanza di un climatizzatore o di un semplice aeratore, e, ad uso di chi vi avrebbe sostato per vegliare e omaggiare la salma, due uniche sedie di plastica più una, tipo sedia da scrivania, ricoperta di stoffa. Ma tutte e tre in uno stato di manutenzione e igienico del tutto inadeguato», prosegue Cappelli che trova un unico elemento positivo: la gentilezza e la disponibilitò della persona addetta in quel momento alla custodia.
In quella situazione, la famiglia ha deciso che l’indomani avrebbe fatto trasferire la salma in una sala di accoglienza a Piombino, «anche se si sarebbe andati contro il contenuto degli annunci mortuari affissi per l’informazione alle persone interessate alla dipartita del nostro congiunto. Ma - prosegue Cappelli - abbiamo abbandonato l’idea perché nel pomeriggio dello stesso giorno (il 4 gennaio scorso) abbiamo avuto la conferma che l’indomani avremmo portato la salma a Livorno».
Il lettore tiene a sottolineare di non voler fare un atto di accusa contro nessuno né di aver preteso una camera mortuaria lussuosa. «Voglio soltanto esprimere il mio rammarico, e mi limito a dire “rammarico”, per come, tra le altre “mancanze” della società attuale, io abbia avvertito anche la mancanza della dignità da riconoscere ai defunti che, per ragioni a loro non imputabili, devono ancora sostare in questa società prima di essere sepolti o cremati».
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