Il Tirreno

Piano spiagge, un altro rinvio: la maggioranza resta in stallo

di Luca Centini
Il consiglio comunale di Campo nell'Elba
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Il consiglio comunale di Campo nell'Elba

Il sindaco rimanda l’approvazione evitando lo scioglimento del consiglio per l’assenza del numero legale. Critiche alla minoranza per l’abbandono dell’aula e il mancato voto alla variante per i lavori alla Pila

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CAMPO NELL'ELBA. Un altro rinvio e le modifiche al piano spiagge dovranno ancora attendere. Nella seduta del consiglio comunale di sabato 9 la maggioranza Lambardi, nonostante la coesione degli elementi rimasti, ha mostrato tutta la sua fragilità dovuta ai numeri risicati, in seguito all’uscita dal gruppo dei consiglieri Danesi e Spinetti.

Il sindaco, intuendo l’intenzione della minoranza e dei due consiglieri di Rinascita Campese di uscire dall’aula facendo così venire meno il numero legale al momento della votazione del piano spiagge, ha deciso - dopo una sospensione temporanea dell'assemblea - di rinviare per la seconda volta l’approvazione del punto all'ordine del giorno. I consiglieri di opposizione a quel punto hanno abbandonato l’aula, ma il consiglio è andato avanti (grazie al ritorno del consigliere Mazzei che non avrebbe potuto votare le modifiche al piano spiagge per un conflitto di interessi, visto che in passato ha gestito un punto blu), fino all’approvazione della variante al piano di fabbricazione che ha sbloccato l’iter urbanistico per i lavori all’aeroporto.

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Sei contro sei.
Chi si attendeva un consiglio comunale teso non è rimasto deluso. La prima seduta dopo la scissione tra la maggioranza e i consiglieri di Rinascita Campese Spinetti e Danesi ha messo in luce le nuove difficoltà numeriche della maggioranza. E l’uscita dall’aula del consigliere di maggioranza Mazzei, per scongiurare un conflitto di interessi su stabilimenti balneari e punti blu, ha inceppato i lavori del consiglio comunale. Solo sei consiglieri, compreso il sindaco Lambardi, avrebbero votato le modifiche al piano spiagge, gli altri sei (Nuovo Progetto per Campo e i consiglieri Spinetti e Danesi) sarebbero usciti facendo venire meno il numero legale. Neanche la disponibilità mostrata dalla maggioranza nel corso della discussione che avrebbe anticipato il voto al piano spiagge, con l’accettazione di alcune modifiche o integrazioni proposte dalla minoranza, ha cambiato le carte in tavola. Tanto che il sindaco, per evitare il black-out definitivo, ha deciso di rinviare l’approvazione alla prossima seduta del consiglio, sperando forse di trovare una nuova sintesi e un accordo con i consiglieri fuorusciti dalla maggioranza.

L’ok alla variante.
Dopo il rinvio del punto sul piano spiagge il consiglio è andato avanti senza Segnini e il resto della minoranza, compresi i consiglieri Spinetti e Danesi. In questo contesto la maggioranza ha votato la variante per sbloccare i lavori dell’aeroporto. «Voglio ringraziare tutti i consiglieri di maggioranza che sono stati presenti fino all'ultimo nel consiglio comunale ed hanno permesso di approvare l'avvio del procedimento di Variante al Pdf – ha detto Lambardi – così si esercita la responsabilità di essere maggioranza di governo. L'aeroporto e il suo sviluppo sono fondamentali per tutta l'Isola d'Elba, oggi si è visto chi ci crede davvero e chi no». L’uscita della minoranza, arrabbiata per il rinvio del sindaco Lambardi, è stata criticata anche da destra.

«Irresponsabile comportamento dei consiglieri di minoranza del consiglio comunale di Marina di Campo. Avrei avuto piacere di assistere alla seduta del consiglio comunale in cui sarebbe dovuta passare all’unanimità il punto all'ordine del giorno riguardante il potenziamento dell'aeroporto – ha attaccato Luigi Lanera, segretario provinciale di Fdi - An – sono rimasto sconcertato e disgustato dal comportamento dei consiglieri di minoranza di questa amministrazione i quali attraverso il loro volontario allontanamento dall'aula consiliare hanno dimostrato in maniera palese la totale superficialità nell’affrontare problematiche così importanti come quella aeroportuale». Polemiche a parte, per la maggioranza Lambardi il piano spiagge è sempre più una montagna da scalare. E il rinvio non è certo la soluzione a un problema numerico che rischia di immobilizzare le scelte della giunta in una materia importante come quella della gestione delle spiagge.

Minoranza su tutte le furie.
«Il sindaco Lambardi, in linea con la disinformazione e la propaganda di sovietica memoria, magnifica i risultati ottenuti dalla sua - risicatissima - maggioranza». Vanno Segnini, consigliere di minoranza a Campo nell’Elba, non esita a chiarire la sua posizione a poche ore dalla conclusione del consiglio comunale. «Questa volta ad abboccare all'amo è Luigi Lanera – spiega Segnini riferendosi all’intervento del segretario provinciale di Fdi - An – che, non conoscendo assolutamente niente del merito degli argomenti trattati prima del nostro allontanamento, apre la bocca tanto per dargli aria - o forse per ricordare a tutti della sua esistenza - rilasciando un comunicato, quello sì, assolutamente vergognoso».

Segnini spiega il motivo dell’allontanamento della minoranza dall’aula. «L’aeroporto al cui potenziamento siamo assolutamente favorevoli non c’entra – spiega Segnini – Il consiglio comunale di sabato scorso aveva al punto 2 dell’ordine del giorno le modifiche al regolamento delle aree demaniali. Tale regolamento era già stato portato in consiglio comunale il 21 dicembre e non approvato per mancanza del numero legale dovuta, oltre all'assenza del nostro gruppo, anche dei due consiglieri della maggioranza Spinetti e Danesi, poi epurati dal sindaco – spiega Segnini – Le ragioni della nostra assenza risiede, tra l'altro, nella circostanza che con questo regolamento si trasformano, di fatto, i punti blu in concessioni demaniali, seppur in via sperimentale ma con tanto di pagamento della relativa tassa di concessione, aggirando la normativa in materia che vieta il rilascio di nuove concessioni in assenza di piano strutturale e del conseguenze piano di utilizzazione degli arenili. Tutto ciò in barba agli interessi pubblici e, magari, con sensibilità maggiore verso gli interessi privati. Queste e solo queste sono le ragioni del nostro abbandono del consiglio comunale, testimoniate dal documento che è stato depositato nella stessa seduta».

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