La manifestazione
«Terrorismo, attenzione alta»
Sala gremita per l’incontro con Andrea Manciulli, assemblea parlamentare Nato
CAMPIGLIA. «Il terrorismo dell’Isil/Daesh è un tarlo che lavora sempre, anche se non lo vedi. Non possiamo abbassare un attimo l’attenzione»: di fronte a un pubblico numeroso e attento, quasi incollato per due ore alle sedie dalle parole che stava ascoltando, il piombinese Andrea Manciulli, presidente della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della Nato, venerdì sera ha tracciato un quadro per certi versi inquietante su un tema che qualcuno pensa ancora che sia per noi lontano, ma che invece ci tocca ogni giorno e sta cambiando le nostre vite.
L’incontro era organizzato dal Pd di Campiglia ed è stato introdotto dall’assessore Viola Ferroni. Ieri una conferenza analoga il parlamentare l’ha tenuta all’università di Firenze.
Manciulli è l’autore di “Daesh, la sfida alla sicurezza regionale e internazionale”, il rapporto ufficiale del gruppo speciale su Mediterraneo e Medio oriente, presentato nel recente forum sull’argomento andato in scena a Firenze.
Dall’invasione russa in Afghanistan, alle due guerre in Iraq, all’11 settembre, Manciulli ha ricostruito trent’anni che hanno cambiato la geopolitica di una fascia che va dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale fino al Marocco e che hanno portato alla nascita del Califfato, ormai esteso in larga parte di Siria e Iraq e in alcune zone della vicinissima Libia.
«Il vero problema di questo terrorismo è che non è più “tradizionale”, come’era quello di Al Qaeda, ma colpisce senza uno schema. Quasi sempre gli attentati e le azioni nascono da gruppi che decidono di colpire in autonomia, senza una regia o un ordine che arriva dall’alto. Così diventa assai più complicato contrastarlo».
L’Isis recluta ormai direttamente nei paesi europei, spesso attraverso i social network, sfruttando il malcontento degli immigrati più giovani: «I foreign fighters sono ormai circa 45mila, i simpatizzanti almeno centomila. Sono persone fortemente motivate: basti pensare che nei recenti fatti di Parigi ci sono stati otto giovani che si sono fatti esplodere contemporaneamente. Non hanno paura della morte, gli schemi per combatterli sono profondamente mutati. E in questo senso va la recente legge antiterrorismo, anche se purtroppo abbiamo dovuto un po’ addolcirla per quanto riguarda i controlli informatici dopo alcuni editoriali su giornali importanti che lamentavano un attacco alle libertà personali».
E Manciulli ha anche fatto chiarezza su alcuni luoghi comuni, spesso sfruttati da propaganda populista: «Quando sento dire che i terroristi arrivano con i barconi degli immigrati mi viene da sorridere. Purtroppo quando ci sono gruppi addestrati che vengono in Europa, lo fanno attraverso percorsi sicuri, non rischiano certo il mare con le carrette. E spesso questi gruppi sono formati da immigrati nati in Europa, con il nostro passaporto in tasca».
L’attenzione dell’intelligence è dunque altissima, anche in Italia e non solo per il Giubileo: «Lo sforzo è massimo e il lavoro è coordinato con gli altri paesi della Nato. Mi rendo conto che sta cambiando la vita delle persone, soprattutto nelle grandi città, ma in questo momento è inevitabile. Resto convinto che questa guerra possiamo vincerla, ma ci vorranno anni. E soprattutto va iniziata una politica estera diversa verso alcune zone del mondo, l’Africa in testa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
