Il Tirreno

Aferpi, ecco il piano delle demolizioni

di Cristiano Lozito
Aferpi, ecco il piano delle demolizioni

La liberazione del 30% delle aree entro la fine dell’anno: interesserà 200 lavoratori in cig Lucchini e dell’indotto

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PIOMBINO. Aferpi procederà entro la fine dell’anno alla liberazione del 30% delle aree dello stabilimento: il piano completo di questa prima serie di interventi è stato illustrato ieri dall’azienda ai segretari di Fim, Fiom e Uilm.

Il via agli smantellamenti, come anticipato dal Tirreno nei giorni scorsi, impegnerà in gran parte ditte locali e riguarderà importanti impianti dello stabilimento tra cui gasometro Badoni e cokeria: l’importo complessivo dell’investimento per queste operazioni si aggira – secondo fonti sindacali – sui cinque milioni di euro.

Dal punto di vista occupazionale Fim, Fiom e Uilm ritengono che la prima parte della liberazione delle aree Aferpi comporterà l’impiego all’incirca di 200 lavoratori, che in parte verranno dalla cassa integrazione Lucchini e in parte dalle ditte dell’indotto, al netto di quelli già dipendenti o in cig nelle imprese direttamente interessate all’appalto.

Si sa infatti che nell’affare è coinvolta la Bertocci per una parte consistente dell’appalto, ma il ruolo dell’azienda piombinese potrebbe rivelarsi ancora più importante man mano che verranno assegnati tutti i lavori, entro comunque il mese di aprile.

I sindacati riferiscono anche che nell’incontro con l’azienda è emerso come, considerando dicembre-gennaio, dalla cassa integrazione siano rientrati o rientreranno in fabbrica 93 lavoratori.

«Sono segnali positivi – commentano Fim, Fiom e Uilm – ma certo servono rapidamente sviluppi importanti rispetto al piano complessivo di Aferpi. Ora, nell’incontro del 19 al Mise, ci attendiamo risposte sull’ordine del forno elettrico».

Il piano di Aferpi per la liberazione delle aree avrà indirettamente un impatto anche nella vicenda del prolungamento della strada 398 – su cui si attende chiarezza da parte del Governo riguardo alle risorse – qualunque sia la scelta del tracciato, riferendosi in un caso allo smantellamento del gasometro Badoni (cokeria), e nell’altro alla demolizione degli edifici lungo via Portovecchio.

Una parte degli appalti è già stata assegnata, gli ultimi affidamenti verranno decisi entro aprile.

Entrando più nel dettaglio del piano, sono già avviati gli interventi di svuotamento dell’altoforno (eseguito da manodopera interna, conclusione prevista in marzo) e la rimozione della tubazione del gas di cokeria su Tpp, che si chiuderà alla fine di gennaio. L’azienda prevede poi in questo mese l’avvio dei lavori sempre per impianti e tubazioni di gas di Afo e cokeria (fine ad aprile). In febbraio ancora in cokeria si procederà all’abbattimento di nastri e torrette (conclusione marzo-aprile), e in marzo dell’impianto del bricchettaggio a freddo (fine a giugno), in aprile poi si passerà allo smantellamento di batterie 27 e 43 forni della cokeria che si concluderà in ottobre, e a quello del gasometro (chiusura prevista in agosto). Da maggio si opererà per 5 mesi sullo scaricatore A dell’altoforno. Infine in luglio è previsto uno degli interventi più lunghi, quello della demolizione degli edifici lungo la strada di Portovecchio, che durerà fino a metà dicembre.

Nel 2017 l’azienda prevede di dare il via alla seconda parte di smantellamenti, sempre in attesa di capire i tempi dei progetti brasiliani di Issad Rebrab. Lo smontaggio dell’altoforno vedrà impegnati ancora lavoratori Aferpi e ditte specializzate.

Ora dunque l’attenzione si sposta al 19 gennaio, data indicata per la verifica del piano industriale di Aferpi al Mise. Sempre in questo mese poi sono annunciati due incontri con ministero del Lavoro e Inps su altri temi importanti su cui i sindacati si attendono interventi chiari da parte del Governo e non generici impegni, e cioè il prolungamento degli ammortizzatori sociali per Piombino definita ”Area di crisi complessa”, e lo sblocco del pagamento del tfr per i lavoratori Aferpi e per quelli in cig con Lucchini in amministrazione straordinaria, stoppato dalla causa intentata dal ministero dell’Ambiente, in attesa del verdetto della Cassazione.

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