Il Tirreno

«Acciaierie, ora Aferpi deve accelerare»

di Cristiano Lozito
«Acciaierie, ora Aferpi deve accelerare»

Nell’incontro del 19 il sindacato chiederà certezze sui progetti e sugli approvvigionamenti per aumentare i turni e la solidarietà

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PIOMBINO. Accelerare sul progetto industriale e sugli approvvigionamenti dei semiprodotti per i laminatoi (che riprenderanno l’attività nei prossimi giorni), condizione essenziale per quella continuità produttiva in grado di aumentare e stabilizzare i turni, con l’obiettivo di trasferire ad Aferpi il maggior numero di lavoratori nel minor tempo possibile dalla cassa integrazione, e ampliare la solidarietà.

Il sindacato anticipa così la propria posizione in vista dell’incontro del 19, in cui ci si attendono dal presidente Issad Rebrab parole chiare su demolizioni e ordine del forno elettrico. Qualche segnale giudicato positivamente da Fim, Fiom e Uilm è arrivato, come l’appalto per lo smantellamento del gasometro che vedrà impegnate Bertocci e alcune aziende locali, e altri interventi di demolizione previsti in cokeria 27 forni e palazzine sul lato Portovecchio, così come gli accordi firmati o in arrivo per gli appalti della mensa (affidati alla Serenissima), e delle pulizie. Accordi raggiunti seguendo le richieste del sindacato ad Aferpi, ossia che questi appalti venissero assegnati solo ad aziende che garantissero la piena occupazione.

Ma certo «nessuno può nascondere i notevoli ritardi – dice una nota di Fim, Fiom e Uilm – rispetto a quanto annunciato all’arrivo del gruppo. Ora chiediamo con forza un’accelerazione che metta fine alle polemiche, ai dubbi e porti la giusta serenità a migliaia di famiglie».

Così il sindacato spiega che al Mise il 19 «ribadiremo la richiesta di conferma della partenza dei progetti annunciati dal gruppo al momento dell’acquisto. Nel frattempo continueremo a sollecitare una manifestazione nazionale a sostegno di interventi sul piano energetico e per l’allungamento degli ammortizzatori sociali».

Dopo l’incontro ci saranno le assemblee, e «se le notizie saranno negative, allora sì che dovremo fare una manifestazione a Roma, ma a Palazzo Chigi, perché il governo è garante, cosi come è stato detto dai segretari nazionali Ghini, Pasotti e Landini il 2 dicembre a Piombino. Ma lo decideremo nell’assemblea dei lavoratori, che è sovrana». E’ questa una risposta indiretta a “Minoranza sindacale” e “Campeggio cig” che invece in questi giorni raccolgono firme a sostegno di una manifestazione a Roma lo stesso giorno dell’incontro con l’azienda. E sempre riferendosi a questi due gruppi, pur senza citarli, il sindacato dice di «non essere sorpreso dalle dichiarazioni di chi è sempre stato contrario a tutto quello che abbiamo fatto, nonostante abbiano partecipato a tutte le assemblee in cui sono stati testimoni del consenso e del mandato che il sindacato ha ricevuto dai lavoratori. Un atteggiamento denigratorio che ha il solo risultato di alimentare dubbi e incertezze, senza proporre qualcosa di eguale o migliore rispetto a quello che abbiamo davanti». Una frattura insanabile dunque con queste minoranze, così che Fim, Fiom e Uilm annunciano che non parteciperanno all’incontro sulla siderurgia di sabato organizzato da “Minoranza sindacale” e Campeggio cig”, considerata come un’iniziativa «tesa a dividere il movimento e non mirata a dare un vero contributo alla soluzione dei problemi».

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