Epatite C: cura ok, mancano i soldi
PIOMBINO. Ora che la cura è stata finalmente trovata, mancano i soldi per pagare la medicina. Succede per l’epatite C (600 casi in Val di Cornia ed isola d’Elba, con 70 malati già in cirrosi epatica)....
PIOMBINO. Ora che la cura è stata finalmente trovata, mancano i soldi per pagare la medicina. Succede per l’epatite C (600 casi in Val di Cornia ed isola d’Elba, con 70 malati già in cirrosi epatica). Solo una parte di loro potrà, infatti, avere il farmaco dal servizio sanitario nazionale e le possibili complicazioni sono, purtroppo, dietro l’angolo se non praticherà la giusta terapia. Si tratta d’una infezione virale a carico del fegato, che la gente ancora conosce poco (è stata scoperta 25 anni fa). È pericolosa soprattutto perché le fonti del contagio si nascondono in molti spetti della vita quotidiana: la condivisione di aghi e siringhe, tatuaggi e “body piercing” eseguiti in ambienti non igienicamente protetti o con strumenti non sterilizzati, il passaggio madre –feto, trasfusioni di sangue non sottoposte ad adeguati controlli, condivisione dei dispositivi per assunzione di droghe inalabili e di spazzolini contaminati, se utilizzati in presenza di lesione della pelle. Non facile, invece, è la trasmissione per via sessuale. Attualmente – ricordano gli esperti – non esiste ancora un vaccino, specie perché il virus si dimostra veloce, aggressivo e quando si replica cambia aspetto in continuazione, riuscendo ad eludere il sistema difensivo dell’organismo. Ai pazienti, comunque, viene consigliata la vaccinazione contro le epatiti A e B, per scongiurare il sovrapporsi d’infezioni che accelererebbero la compromissione del fegato.
Gian Ugo Berti
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