Il Tirreno

Rifiuti, anche Porto Azzurro pensa al porta a porta

di Luigi Cignoni
Contenitori per la differenziata (foto di archivio)
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Contenitori per la differenziata (foto di archivio)

Il Comune ha dato il via libera a un'indagine di mercato del Comune per valutare il cambio del sistema di raccolta

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PORTO AZZURRO. Il Comune di Porto Azzurro potrebbe essere il secondo ente pubblico all’Elba (il primo è quello di Marciana) a praticare il ‘porta a porta spinto’ per quanto riguarda la raccolta differenziata. La giunta guidata da Luca Simoni ha pubblicato un avviso per affidare uni incarico a un professionista che compia un’indagine di mercato per il servizio di progettazione in tutto il territorio portoazzurino del sistema del porta porta. «Questo non significa che sia imminente il nuovo sistema di raccolta differenziata – tiene a precisare il sindaco di Porto Azzurro – ma se tutto andrà nel verso giusto, si dovrebbe iniziare tra un anno. Adesso abbiamo bisogno di raccogliere dati, per conoscere a fondo il servizio. Quindi valuteremo sul daffarsi».

Ma non sarà solo questa la novità per quanto concerne il conferimento dei rifiuti urbani. «Il nostro Comune – continua Luca Simoni – era l’unico sull’Isola a effettuare lo spazzamento delle strade e delle piazze cittadine per conto proprio. Presto il servizio passerà ad Esa che lo sta effettuando nei restanti centri urbani. Sarà l’azienda inoltre a posizionare i bidoni nei punti che crederà opportuno e passeranno alla sua gestione le isole ecologiche».

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Il ‘porta a porta’ è il modello che sta contribuendo maggiormente al raggiungimento dei risultati di raccolta differenziata previsti dalle normative comunitarie, sia come quantità separate, sia perché le frazioni raccolte per essere inviate a riciclo sono estremamente omogenee e prive di impurità. Di questo se ne sono convinti gli amministratori di Porto Azzurro che hanno previsto tre fasi nella progettazione del servizio. La prima è tutta concentrata sulla raccolta di dati e sull’analisi dei documenti di piano.

La seconda fase riguarda invece la progettazione del servizio che prevede vari passaggi, fra cui sopralluoghi sul territorio, redazione del progetto tecnico generale, proiezione dei risultati, predisposizione di una bozza di regolamento comunale sia per la gestione rifiuti sia per la Tari. «Ma soprattutto – puntualizza Simoni – si dovranno analizzare costi/benefici per la nostra utenza». Solo dopo aver compiuto questo passaggio si potrà dare il via alla fase esecutiva che prevede la redazione del progetto tecnico esecutivo. Esso riguarderà gli orari di raccolta; si dovranno poi determinare il numero dei kit da consegnare ai vari nuclei familiari, come pure i bidoncini e i sacchi per la raccolta.

«Non dimentichiamoci – continua sempre Simoni – che si dovrà organizzare una campagna specifica d’informazione e sensibilizzazione rivolta agli utenti. Perché se riusciremo, nei prossimi anni, a non essere più il fanalino di coda (o quasi) nella differenziata, lo dovremo essenzialmente al contributo e alla collaborazione dei nostri stessi cittadini. Richiediamo uno sforzo generale per tutti. Da parte nostra – conclude Luca Simoni – ci impegniamo al meglio per conseguire nella differenziata obiettivi prestigiosi che altre municipalità isolane hanno raggiunto, convinti come siamo che per centrare l’obiettivo c’è bisogno del concorso di tutti».

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