Sicurezza
Il Comune requisisce un manufatto abusivo, no del Tar
CAMPO NELL’ELBA. Il Comune non può requisire il manufatto di proprietà di Luciana Carta. È quanto ha stabilito il tribunale amministrativo della Regione Toscana con una sentenza depositata lo scorso...
CAMPO NELL’ELBA. Il Comune non può requisire il manufatto di proprietà di Luciana Carta. È quanto ha stabilito il tribunale amministrativo della Regione Toscana con una sentenza depositata lo scorso 22 dicembre.
La controversia tra il Comune e la proprietaria riguarda un fabbricato destinato a civile abitazione, realizzato a Marina di Campo senza permessi a costruire, come accertato nel 1994. Un abuso edilizio, per il quale nel 1994, ben 22 anni fa, il Comune di Campo nell’Elba emise un’ordinanza di demolizione (una seconda ordinanza è stata emessa nel 2000), contro cui la proprietaria ha presentato un ricorso, dichiarato poi perento dallo stesso Tar di Firenze.
La vicenda, particolarmente intricata, è andata avanti in questi anni fino a quando il Comune, rispondendo ai «diversi impulsi della Procura di Firenze – si legge nel testo della sentenza del Tar – non provvede alla demolizione del manufatto, bensì all’acquisizione del bene al patrimonio del Comune». Il tutto dopo aver fatto una valutazione «di natura evidentemente discrezionale – si legge nella sentenza – sulla prevalenza dell’interesse pubblico al mantenimento in esistenza dell’immobile abusivo». Immobile per il quale la proprietaria ha fatto domanda di sanatoria, accompagnata dal versamento dell’oblazione per l’abuso commesso, sulla quale il Comune di Campo non si è mai pronunciata. Al contrario, il 22 aprile del 2009, durante l’era Segnini, il consiglio comunale approvò la delibera dell’acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico, poi impugnata dalla ricorrente. A distanza di più di cinque anni il Tar ha dato ragione alla signora Luciana Carta, annullando il provvedimento impugnato e compensando le spese.
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