Sicurezza
Capodanno con pochi bòtti Enpa non si accontenta
L’associazione animalista ha ricevuto tre segnalazioni di cani smarriti «Bene i Comuni che hanno emesso le ordinanze, ma si può fare ancora meglio»
CAMPO NELL'ELBA. Tre sole segnalazioni di cani smarriti la notte di Capodanno. Potrebbe essere considerato un risultato positivo, se lo mettiamo in relazione alle recenti disposizioni firmate un po’ da tutti i sindaci elbani che di fatto vietavano i botti la notte di Capodanno. Ma all'Enpa, sezione dell'Isola d'Elba, non è aria di trionfalismi. «Non si pensi – dice Evi Mibelli, di Enpa sezione elbana – che si raggiunga lo scopo con una semplice ordinanza e basta. Bisogna fare di più». A cominciare, per esempio, dai controlli e dalla vigilanza che, a detta degli amici ambientalisti, non è stata fatta come si doveva. «Non avremmo avuto – considera sempre Mibelli – la scomparsa di tre cani come invece è avvenuto. Sono tre almeno di quelli di cui ci è giunta notizia. Chissà quant'altro è successo nei diversi paesi dell'Isola». Oramai studi scientifici hanno dimostrato che gli animali non amano gli scoppi. Anzi, ne sono terrorizzati. Soprattutto i cani. «Le reazioni possono essere le più diverse – aggiunge ancora la referente di Enpa – La reazione più naturale è quella di fuggire, con il rischio di smarrirsi. I cani di cui si sono perse le tracce stavano in giardino. E' probabile che abbiano scavalcato le reti di recinzione». Secondo Enpa la battaglia sarà vinta nel momento in cui il legislatore vieterà l'acquisto di questo materiale, mettendolo a disposizione solo dei professionisti. E' migliorata anche la situazione che vedeva l'impiego di animali domestici in occasione di presepi viventi. «Non siamo favorevoli – conclude Mibelli – all'impiego di animali in occasione dei presepi. Essi si trovano in contesti innaturali che producono in loro solo stress. Ma dobbiamo anche dire che oggi il quadro generale è divenuto più tollerabile rispetto a prima».
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