Il Tirreno

Energia e ammortizzatori, i sindacati puntano a Roma

Energia e ammortizzatori, i sindacati puntano a Roma

Senza la concretezza attesa dalla presidenza del Consiglio, Fim, Fiom e Uilm promuoveranno una protesta con tutte le realtà che hanno gli stessi problemi

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PIOMBINO. Riduzione del costo dell’energia e prolungamento degli ammortizzatori sociali. Due richieste chiave.

Se dal governo non arriveranno soluzioni rapide e convincenti, la mobitazione si sposterà a Roma. Sotto le finestre della presidenza del Consiglio.

Perchè solo la presidenza del Consiglio può modificare scelte ritenute dannose per i lavoratori.

Nell’ultima nota dell’anno, Fim, Fiom e Uilm riassumono lo stato dell’arte della vertenza Piombino. Sottolineando la necessità di una manifestazione nazionale, a cui chiamare i lavoratori di tutte le realtà industriali del Paese che stanno facendo i conti con entrambe le necessità: un taglio della bolletta alle aziende energivore e un adeguamento delle misure di protezione sociale là dove le vie di uscita dalla crisi ipotizzate, non tornano con le scadenze degli ammortizzatori.

L’idea di una manifestazione romana era stata lanciata recentemente da Maurizio Landini dal palco di piazza Gramsci. Fim, Fiom e Uilm la rilanciano, in previsione di un nuovo anno decisivo per il futuro di Piombino e del comprensorio.

Per le organizzazioni dei metalmeccanici, il tema centrale restano la siderurgia e una trama produttiva in cui inserire le diversificazioni agroindustriale e logistica.

Queste attività, sintonizzate con possibili nuovi insediamenti produttivi e commerciali sulle aree portuali messe a disposizione, vengono definite un'opportunità per il nuovo tessuto industriale e il consolidamento di quello esistente. Come Tenaris Dalmine e Arcelor Mittal.

«Tutti elementi - affermano i sindacati - che dovranno servire a dare una risposta a chi il lavoro lo ha perso e a chi sta terminando anche gli ammortizzatori sociali. In previsione, dovranno rappresentare il volano per le nuove generazion in cerca di lavoro».

Il futuro, dunque, dovrebbe passare sia dalla realizzazione totale dei progetti, sia dalle risposte attese dai tavoli aperti nell'ultimo incontro romano del 22 scorso.

Dopo un breve accenno ad ambiente e sicurezza, i sindacati tornano alla necessità di risposte essenziali, attese dall’incontro del 19 gennaio al Ministero per lo sviluppo economico. Positivo, viene invece giudicato il confronto appena avviato con il nuovo management Aferpi sulla contrattazione di secondo livello e sulla tutela dei lavoratori dei servizi.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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