Il Tirreno

«Il nuovo contributo non si può usare per la promozione»

«Il nuovo contributo non si può usare per la promozione»

Legambiente dopo la trasformazione dell’imposta di sbarco «Il gettito va utilizzato per la qualità dei servizi e l’ambiente»

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PORTOFERRAIO. «Tra le destinazioni del nuovo contributo di sbarco la promozione turistica sembra non essere prevista».

Legambiente Arcipelago toscano pone il dubbio circa l’attuale utilizzo dei proventi in arrivo dall’imposta di sbarco, trasformata in questi giorni in contributo. Una parte importante del gettito ottenuto dai turisti, ormai da tre anni, viene gestito dalla Gestione associata del turismo per un programma mirato di promozione turistica.

«Il gettito del contributo di sbarco – fanno notare da Legambiente – è destinato per legge a finanziare in via prioritaria interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, interventi di recupero e salvaguardia ambientale e poi anche interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori. Ma tra le possibili destinazioni del gettito del contributo di sbarco non sembrerebbe essere prevista la promozione turistica che invece può essere finanziata dall’imposta di soggiorno. Nel momento in cui la congiuntura geopolitica favorisce l'incremento delle presenze turistiche nel nostro Paese siamo convinti che il migliore attrattore turistico di un territorio sia quello della qualità dell'ambiente e dei servizi».

Legambiente non esita a definire quella impressa dal Parlamento come una «svolta» rispetto alla gestione dell’imposta di sbarco che, «invece di migliorare la qualità dell’ambiente e dei servizi – spiegano da Legambiente – ha impiegato un importo equivalente a circa 50 euro per ogni residente dell’Elba soprattutto per una promozione turistica spesso autoreferenziale. È opportuno che gli interventi finanziabili dal gettito del nuovo contributo, da destinare a sostegno dei servizi ecosistemici, ambientali e culturali e per migliorare i servizi collegati alla funzione turistica, siano organizzati con una pianificazione organica di area vasta comprendente tutta l’Elba e Pianosa».

Ma non è tutto. Legambiente fa notare come la nuova legge non preveda il caso dell'Elba (o di Ischia e Capri) in cui nella stessa isola ci siano più comuni, alcuni dei quali privi di collegamenti di linea navali ed aerei. «Quindi, stando al testo della nuova legge, con il contributo di sbarco potranno essere finanziati interventi solamente dal gettito del nuovo contributo applicato dai comuni di Portoferraio, Rio Marina e Campo nell’Elba, dove si effettua lo sbarco dei passeggeri dei collegamenti di linea e dei vettori navali ed aerei. Per assicurarsi entrate simili, anche se probabilmente minori, gli altri comuni dell’Elba potranno istituire l'imposta di soggiorno – dicono da Legambiente – È evidente che per gestire efficacemente il contributo di sbarco e l'eventuale imposta di soggiorno sarebbe necessario dotare l'isola d'Elba di un ente amministrativo sovra-comunale che, invece che ai i localismi ormai obsoleti, lavori ad una visione organica unitaria della gestione del territorio, dell’ambiente e dei servizi per popolazione residente e turisti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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