Attenzione
Chi studia e chi lavora Così i migranti si integrano
Lo ha spiegato l’assessore Ticciati facendo il punto in consiglio comunale «Ringrazio il tessuto associativo che si è dimostrato attivo e ben disposto»
CAMPIGLIA. I migranti ospitati sul territorio sono 71 e tutti hanno svolto o svolgono lavori socialmente utili, molti studiano, alcuni fanno concorsi, c’è chi partecipa a tirocini formativi. Insomma, si stanno integrando.
E’ quanto ha detto nell’ultima seduta del consiglio comunale l’assessore alle politiche sociali Alberta Ticciati facendo il punto sulla situazione dei richiedenti asilo politico che il Comune sta ospitando nelle strutture di Venturina.
Queste persone, tutte giovani, sono a oggi suddivise in tre strutture: 49 sono alloggiate ai 5 Lecci e 15 quelle presenti all’hotel La Rosa dei Venti. In totale 64 persone la cui permanenza sul territorio è gestita e organizzata dall’associazione Homo Diogene.
A questi soggetti si aggiungono i 7 ragazzi che risiedono in un appartamento in via Puccini gestito dalla coop Odissea.
Come si ricorderà, l’amministrazione comunale aveva attivato, con la collaborazione della Cooperativa giovanile di lavoro e con le associazioni del territorio, alcune attività di volontariato per impegnare i richiedenti asilo politico nella cura e nella manutenzione del verde del territorio. Fino al mese di dicembre i ragazzi della cooperativa Odissea hanno portato a termine lavori di decoro urbano, come piccola manutenzione, taglio del verde e lavori simili. Questa attività da gennaio sarà temporaneamente sospesa, su richiesta dello stesso soggetto gestore, perché i ragazzi saranno impegnati in altre attività altrettanto importanti: uno dei ragazzi di via Puccini ha infatti iniziato un tirocinio formativo “garanzia giovani” con un’azienda agricola del territorio e gli altri quattro saranno impegnati dal prossimo gennaio in attività di tirocinio curriculare.
I restanti due richiedenti asilo politico della piccola struttura del quartiere Quattro Strade saranno impegnati nel conseguimento della licenza di terza media e nella frequentazione dei corsi di italiano.
I 64 ragazzi seguiti dall’associazione Homo Diogene, inoltre, stanno proseguendo con le attività di volontariato, collaborando al progetto “nonno vigile” dell’Auser, che si occupa di assistere i bambini all’ingresso e all’uscita da scuola, operando nel progetto “buon fine” che per tre volte a settimana impegna i volontari nella distribuzione di generi di prima necessità ai bisognosi, dando una mano alle associazioni sportive che gestiscono il Palazzetto dello sport e la palestra Altobelli per il mantenimento e la cura dei locali.
«Il nostro tessuto associativo si è mostrato particolarmente attivo e ben disposto nel coinvolgere queste persone a tutti i livelli - ha dichiarato l’assessore Ticciati - e mi preme in questa occasione ringraziare nuovamente tutte le associazioni per l’impegno e la collaborazione. I ragazzi stanno svolgendo presso le loro strutture anche importanti percorsi formativi e informativi che non consistono soltanto nell’insegnamento della lingua del Paese che li accoglie, ma della sua cultura, delle sue leggi, dei diritti e dei doveri sulla base dei quali i cittadini italiani vivono, agiscono, si relazionano con il mondo circostante. Un percorso di conoscenza e sensibilizzazione importante che sta alla base della vera integrazione».
«A questo proposito - ha aggiunto l’assessore - tengo a sottolineare il valore della festa che si è svolta sabato 19 dicembre in centro a Venturina, dove ogni associazione facente parte della Consulta del sociale si è presentata alla cittadinanza, ha presentato la propria attività e ha portato allegria e intrattenimento a tutta la comunità. Alla giornata ha partecipato anche l’associazione Homo Diogene con i ragazzi ospitati nelle strutture della Stazione che hanno voluto donare alla cittadinanza quattro alberi realizzati da loro con materiale di riuso. Una simbologia per noi importante, l’albero di Natale, lontano dalla loro cultura e tradizione che questi ragazzi hanno voluto regalarci come ringraziamento per l’ospitalità ricevuta dalla nostra comunità».
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