Sicurezza
Porto, perché non c’è stata corruzione
Ecco le motivazioni della sentenza che scagiona Ciumei e tre imputati dall’accusa più grave: «I soldi erano per un affitto»
MARCIANA MARINA. Sono state pubblicate solo in questi giorni le motivazioni della sentenza del giudice dell’udienza preliminare Antonio Pirato, emessa lo scorso marzo e relativa all’inchiesta del porto di Marciana Marina che, tra gli altri, vede come imputato il sindaco del comune marinese Andrea Ciumei.
Con la decisione assunta lo scorso marzo il giudice ha di fatto prosciolto dall’accusa di corruzione, formulata dall’allora sostituto procuratore del Tribunale di Livorno Luca Masini, il sindaco Andrea Ciumei, l’allora assessore alla portualità Guido Citti e gli avvocati Luciano Gallo e Pasquale Cristiano, questi ultimi prosciolti anche per i reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio. «Né dagli atti d’indagine, né dal materiale probatorio integrativo apportato dalle parti – si legge nelle motivazioni della sentenza del Gup – sono emersi elementi oggettivi e soggettivi idonei a ricondurre le paventate violazioni a una responsabilità dei predetti soggetti». Al contrario, ricordiamo, il Gup ha disposto il rinvio a giudizio per sindaco Andrea Ciumei, il fratello Stefano (vice presidente e consigliere del Circolo della Vela), gli imprenditori Giulio Schenone e Gianfranco Linari della Portofino Srl, e l’architetto Bruno Grasso (tecnico del Comune di Marciana Marina) per i reati di abuso d’ufficio e turbativa d’asta. La fase dibattimentale del procedimento è iniziata nei mesi scorsi.
La sentenza del giudice dell’udienza preliminare, tuttavia, ha sgombrato il campo dall’ipotesi di corruzione e di un passaggio di soldi dagli avvocati Cristiano e Gallo al sindaco Ciumei e a Citti che, secondo le ipotesi accusatorie della Procura, avrebbero esercitato la loro influenza per favorirli, assegnando loro più incarichi retribuiti.
L’inchiesta.
Il pronunciamento del Gup di Livorno, emesso lo scorso marzo, arriva in seguito a una lunga indagine condotta dalla Procura e relativa alla gara per la gestione del porto risalente al 2010, vinta dall’associazione temporanea di imprese composta da Portofino srl, Circolo della Vela e Società gestione eventi e dalla quale furono esclusi Cantiere Navale Golfo di Mola, Cala de’ Medici e la società consortile Torre Medicea. Il contratto tra l’Ati vincitrice e il Comune di Marciana Marina fu rescisso nel settembre 2012. Le procedure di assegnazione del bando finirono al centro delle indagini della Finanza, coordinate dalla Procura livornese. In tutto otto imputati hanno affrontato la fase dell’udienza preliminare.
I soldi erano per un affitto.
Partiamo dall’accusa più grave. La Procura di Livorno, infatti, aveva ipotizzato il concorso nel reato di corruzione per quattro imputati: da una parte gli avvocati Pasquale Cristiano e Luciano Gallo, dall’altra gli amministratori Andrea Ciumei e Guido Citti. I due avvocati, agendo in concorso tra loro, avrebbero prima promesso e poi consegnato a Ciumei, nelle mani di Citti, somme di denaro in cambio di favori, ovvero l’affidamento diretto a loro o al loro studio legale di vari incarichi di consulenza retribuiti dal Comune di Marciana Marina. Ma dagli atti e da quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e dai vari scambi di mail tra i protagonisti è venuta fuori una realtà diversa, riportata nella sentenza di non luogo a procedere del Gup. Le somme, almeno in un’occasione consegnate dall’avvocato Gallo (per conto anche di Cristiano) nelle mani di Citti, in realtà costituivano il saldo delle spese di affitto di un appartamento situato nel comune di Marciana Marina e di proprietà di Citti. Immobile regolarmente affittato per il periodo estivo dall’assessore ai due professionisti. Ciumei, secondo il Gup, si è limitato quindi ad affidare gli incarichi agli avvocati in ragione delle loro esperienze professionali e Citti si è limitato a percepire i canoni di locazione legittimamente maturati.
Avvocati prosciolti.
Le motivazioni della sentenza del Gup chiariscono inoltre le posizioni dei due avvocati rispetto ai reati di turbativa d’asta e abuso d’ufficio, che secondo la Procura erano stati commessi nelle vesti di pubblici ufficiali, in quanto i due professionisti hanno svolto il ruolo di consulenti per il Comune di Marciana Marina. «Il contributo tecnico offerto dall’avvocato Gallo – si legge nella sentenza del Gup – si è limitato nel redigere il bando di gara sulla base delle direttive impartite dall’amministrazione comunale». L’avvocato Cristiano, invece, «risulta aver partecipato solo alla commissione di prequalifica incaricata di verificare l’ammissibilità formale delle domande di partecipazione al bando di gara». Per entrambi, con la sentenza di non luogo a procedere, il giudice ha escluso una mutua collaborazione tra i due legali e l’imprenditore Giulio Schenone, al fine di avvantaggiare nella fase di gara l’Ati che poi è risultata vincitrice.
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