Gioco
Alessi va dritto: «De Santi fa bene ad attivare l’avvocato»
RIO NELL’ELBA. «Non è mia intenzione fare uno stucchevole ping pong mediatico con De Santi, il quale pare sentirsi sempre più a suo agio nei panni dell’investigatore che in quello di sindaco»....
RIO NELL’ELBA. «Non è mia intenzione fare uno stucchevole ping pong mediatico con De Santi, il quale pare sentirsi sempre più a suo agio nei panni dell’investigatore che in quello di sindaco». Danilo Alessi interviene ancora sul caso della crisi di Rio nell’Elba.
« Ad alcune mie prime precisazioni in riscontro alla inusitata violenza delle sue dichiarazioni pubbliche, si è ripetuta la solita litania dei finanziamenti scomparsi senza dire dove e perché – spiega Alessi – mentre per comodità polemica non si fa cenno ai vincoli imposti dal patto di stabilità che ha impedito negli ultimi anni la esecuzione di lavori, seppure coperti da finanziamenti, come è stato per il progetto di Bagnaia. In ogni caso, visto che non ne ho avuto risposta, il sindaco si è accertato personalmente o mediante il nuovo revisore dei conti se alla giacenza di cassa della Tesoreria del Monte dei Paschi, così come si evince dalla determina n° 117 del 31/12/2014, risulta la somma di 871.481,16 euro destinati alla messa in sicurezza del fosso di Bagnaia?»
Alessi precisa anche alcuni aspetti, relativi alla regolarità dei bilanci approvati negli ultimi quindici anni. «Ci si affida ad alcuni “esperti” dell’ultima ora squalificando le competenze e le professionalità di tutti coloro, dipendenti e non, che nel corso di quindici anni li hanno redatti, gestiti e approvati, compresa la Corte dei Conti – dice Alessi – Nel merito, comunque saremo in grado di esprimere meglio il nostro giudizio quando l'esimio architetto ci fornirà tutta la documentazione formalmente richiesta il 21 dicembre, e non solo quella che furbescamente ritiene utile alla sua causa».
Il sindaco De Santi si è dichiarato pronto, in caso di querela ai suoi danni. «Certo che non potrà passare sotto silenzio quanto è stato detto e scritto in merito al presunto occultamento di documenti d’ufficio, al rilascio di illegittime concessioni edilizie, all’uso improprio di finanziamenti pubblici, alle irregolarità compiute nella gestione dei progetti per la realizzazione di opere pubbliche, con particolare riferimento ai fossi di Bagnaia e di Nisporto – rincara la dose Alessi – di tutto questo e anche di altro, l'architetto De Santi fa bene ad attivare il suo avvocato di Firenze per difendersi dall'eventuale sussistenza o meno del reato di diffamazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google