Il dolore
L’imposta di sbarco sostituita dal... contributo
Ok alla Camera il disegno di legge che porta fino a 2,5 euro la quota massima Il gettito per migliorare accoglienza, servizi, raccolta dei rifiuti e mobilità
PORTOFERRAIO. Addio alla imposta di sbarco, benvenuto al contributo di sbarco. Ma la sostanza, sia chiaro, non dovrebbe modificarsi più di tanto per l’isola d’Elba che - nel 2015 - ha raccolto qualcosa come 1,4 milioni di euro dai turisti sbarcati. O almeno è quanto ci viene confermato dall’Ancim, l’associazione nazionale dei Comuni insulari che ha seguito da vicino il percorso del disegno di legge approvato lo scorso 22 dicembre alla Camera dei Deputati, dopo che il medesimo ddl era stato approvato in estate al Senato.
Il primo cambiamento introdotto con la nuova legge sta nel nome: i turisti che arriveranno sull’isola non pagheranno, assieme al biglietto del traghetto, la vecchia imposta di sbarco ma verseranno il contributo. La differenza, oltre che terminologica, è concettuale: l’imposta, infatti, è un prelievo di ricchezza non correlata ad una specifica prestazione. Il contributo, invece, è il prelievo di ricchezza da determinati soggetti, in questo caso i turisti, che traggono vantaggio, diretto o indiretto, da determinati servizi pubblici.
Ed è proprio per il miglioramento di questi servizi pubblici che il nuovo disegno di legge fissa la destinazione del contributo di sbarco. La gamma di utilizzi del gettito - ecco la prima vera differenza rispetto all’imposta di sbarco - è più ampia rispetto al passato: i Comuni potranno utilizzare gli introiti per finanziare interventi di raccolta e di smaltimento dei rifiuti, gli interventi di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori. I Comuni elbani, fino ad oggi, hanno utilizzato il gettito, almeno una parte, per gli interventi di promozione turistica della Gestione associata e, almeno per il prossimo anno, continueranno su questa strada. Non un vero e proprio servizio, ma comunque un intervento legato al turismo. Con il contributo di sbarco, inoltre, i Comuni potranno fissare il prelievo fino a 2,50 euro a turista (con l’imposta il tetto massimo era 2 euro - l’Elba applica 1,50 euro). Nei Comuni ove vi sono attività vulcaniche il prelievo può arrivare fino a 5 euro. «Con l’ok al disegno di legge – spiega Andrea Ciumei, vice presidente dell’Ancim – all’Elba il cambiamento sarà poco più che formale. Mi pare inoltre che la battaglia compiuta in primo luogo da Ancim per impedire l’aumento indiscriminato del contributo abbia portato a dei risultati». (lu.ce.)
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