La manifestazione
Valvole al cuore e intervento mini-invasivo
PIOMBINO. Per le tremila persone che in Val di Cornia ed Isola d’Elba hanno le valvole del cuore che non aprono e non chiudono bene, c’è una importante novità. Non più un intervento a “cuore aperto”,...
PIOMBINO. Per le tremila persone che in Val di Cornia ed Isola d’Elba hanno le valvole del cuore che non aprono e non chiudono bene, c’è una importante novità. Non più un intervento a “cuore aperto”, molto invasivo, che non tutti i pazienti possono affrontare per età, malattie concomitanti, fragilità generale del loro organismo.
L’alternativa, in sostanza, è l’impianto con l’impiego di uno speciale catetere di una protesi valvolare biologica, in grado di correggere la situazione con un intervento mini-invasivo, evitando la circolazione extra-corporea, l’apertura dello sterno e l’anestesia generale nei pazienti maggiormente critici. Ma questa particolare fascia di pazienti non sempre ha accesso alla terapia mininvasiva: si tratta d’una percentuale che si assesta sul cinquanta per cento circa. Anche qui pero’, sostiene la Società italiana di cardiologia, esiste una possibilità a “macchia di leopardo” per i cittadini bisognosi. Occorre avviare al più presto un dialogo costruttivo con le istituzioni sanitarie per migliorare i livelli di cura e favorire l’accesso alla terapia transcatetere. Ciò deve concretizzarsi con lo scopo d’assicurare procedure “salvavita”, alternative all’intervento di cuore aperto, nei pazienti che si trovino nelle condizioni cliniche ad alto rischio cardiochirurgico.
Gian Ugo Berti
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