Il Tirreno

«Traghetti, dalla Confindustria nessun privilegio particolare»

di Luca Centini
«Traghetti, dalla Confindustria nessun privilegio particolare»

Il direttore Paoletti replica alle accuse di favoritismi dell’associazione nei confronti di Blu Navy E sull’economia dell’Elba: «2015 ok, ora al lavoro affinché l’isola non sia un’appendice della provincia»

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PORTOFERRAIO. «L’Elba non sia più un’appendice della provincia di Livorno, ma sia considerata parte integrante del programma di sviluppo economico della Toscana, anche perché il peso dell’isola - in termini di Pil rispetto alla Toscana - impone un’attenzione particolare». Umberto Paoletti, direttore di Confindustria Livorno, pone il rilancio dell’Elba tra le priorità del 2016. Confermare i dati incoraggianti delle aziende e del turismo e migliorare ulteriormente la fluidità e la convenienza dei trasporti, da sempre tallone di Achille dell’isola, sono i punti su cui concentrare l’attenzione per il direttore di Confindustria che, inoltre, ci tiene a rispedire al mittente le accuse di “partigianeria” della sua associazione (e della Fondazione Elba) nei confronti di Blu Navy e scapito di Moby e Toremar.

Direttore, partiamo da un bilancio del 2015 che sta volgendo al termine.

«All’Elba è stato l’anno dell’inizio della ripresa dopo circa quattro anni di sofferenze. La vivacità delle imprese è innegabile, favorita anche dalle iniziative organizzate dalla Fondazione Elba. I dati sono stati incoraggianti, nel 2016 occorrerà trovare delle conferme. Ma sono certo che l’isola abbia tutti i requisiti per essere considerata un brand di eccellenza della Regione».

In un contesto di luci ci devono essere, tuttavia, delle ombre...

«La continuità territoriale resta l’aspetto su cui lavorare. Parlo anche della continuità aerea. È stato raggiunto un risultato importantissimo garantendo per tre anni il bando per i voli con Pisa, Firenze e Milano. Ma restano i problemi strutturali rispetto ai quali le decisioni sono in mano alla Regione, che detiene l’istruttoria del progetto di potenziamento dello scalo della Pila. L’allungamento della pista permetterebbe l’atterraggio di vettori più capienti, ma soprattutto permetterebbe di considerare lo scalo dell’Elba come un asset importante tra gli aeroporti della Toscana».

Ma sono ancora i traghetti a garantire il vero servizio di continuità territoriale.

«Purtroppo registriamo ancora problemi nelle coincidenze tra traghetti, bus e treni. Sono problematiche che fanno arrabbiare, dal momento che le soluzioni sono davvero alla portata».

E poi ci sono le tariffe...

«Anche su questo aspetto si può ancora migliorare. Le tariffe sono ancora un nervo scoperto, per il quale si continua a privilegiare la polemica rispetto alla razionalizzazione che il mercato richiederebbe. Sono dell’opinione che il primo requisito per razionalizzare le tariffe sia garantire la competitività senza alcuna ombra di monopolio. Ombre che sono state attenuate dall’Autorità garante che, redistribuendo gli slot, ha creato slot ha creato spazio per le altre compagnie di navigazione che hanno garantito un servizio eccellente».

Achille Onorato non ha esitato ad accusare la Fondazione e di conseguenza Confindustria di conflitto di interessi per il rapporto con Blu Navy...

«Ho registrato con dispiacere come qualcuno abbia tirato in ballo Confindustria e per essa la Fondazione Elba. Purtroppo è la conferma di come si privilegi la polemica fine a se stessa rispetto all’analisi dei dati oggettivi. Per Confindustria e per la Fondazione non vi sono opzioni privilegiate nei confronti di nessuno come avventatamente è stato riportato a più riprese, in quanto l’obiettivo trasparente è quello di sostenere tutte le aziende che nei vari rami e nelle varie attività concorrono ad alimentare l’occupazione a tenere i fattori economici con il segno positivo».

E allora come vi muoverete?

«Come Confindustria, dopo le feste, chiederemo la sollecita convocazione dell’osservatorio della continuità territoriale, ente di sicura imparzialità, per valutare gli interventi per l’ottimizzazione dei collegamenti marittimi».

Resta sospeso anche il progetto di Porto Cantieri, a Portoferraio.

«Resta una nostra priorità, in quanto è un elemento che potrà consentire un cambio di passo all’economia dell’isola, specialmente se si considerano gli accordi di programma che i ministeri, Regione e Comuni interessati hanno stretto in territori come la Val di Cornia. In una fase in cui il governo è così attento ai territori deve essere considerata anche l’isola». (lu.ce.)

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