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firmato ieri a firenze

Un protocollo per la sicurezza nei tre scali toscani

Un protocollo per la sicurezza nei tre scali toscani

PIOMBINO. Lavoro sempre più sicuro nei tre porti toscani di Piombino, Livorno e Carrara. E’ l’obiettivo del protocollo firmato ieri in Regione dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi...

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PIOMBINO. Lavoro sempre più sicuro nei tre porti toscani di Piombino, Livorno e Carrara. E’ l’obiettivo del protocollo firmato ieri in Regione dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e dai rappresentanti di Autorità portuali, sindaci, Asl, sindacati, Inps, Inail, vigili del fuoco, e tutti gli altri enti coinvolti nella questione della sicurezza del lavoro portuale. Un accordo che vuole accrescere la cultura e la pratica della sicurezza delle imprese e dei lavoratori e mettere in atto tutte le iniziative e le misure necessarie per elevare i livelli di sicurezza delle attività portuali.

«La sicurezza dei lavoratori - ha detto Saccardi - è uno degli impegni prioritari della Regione Toscana. E parlando di sicurezza, tutte le operazioni portuali hanno una particolare complessità e necessitano di un’attenzione speciale. Tutti i firmatari di questo protocollo, e la Regione per prima, si impegnano a mettere in atto tutte le misure e le iniziative di propria competenza per garantire a chi lavora nei porti il massimo livello di salute e di sicurezza possibile, promuovere la cultura della sicurezza sia nelle imprese che nei lavoratori, che nelle istituzioni. Decisivo l’apporto delle forze sindacali che ci aiuteranno nella formazione, sulla quale la Regione ha investito 30.000 euro. Ma voglio ringraziare tutti».

Il protocollo si colloca all'interno del futuro piano regionale integrato di vigilanza, formazione e azioni attive che sarà a breve approvato e che riguarderà tutto il territorio regionale in coerenza con il Piano regionale della prevenzione 2014-2018. Le azioni del protocollo vedranno uno svolgimento nel corso della legislatura e comunque per almeno cinque anni dalla sua approvazione proprio in ragione dell’importanza delle azioni da intraprendere, che per la loro complessità si svilupperanno nel corso di più anni. Il primo protocollo di questo tipo era stato siglato nel giugno 2009.

Nel protocollo si ribadisce la reale complessità dei porti e delle attività che vi si svolgono, sia in termini di configurazione territoriale che di operatività.

Tra i principali obiettivi, quello di accrescere i livelli di formazione dei lavoratori e degli operatori in materia di sicurezza; rendere più efficace l’attività di indirizzo, prevenzione e controllo degli enti preposti, con grande attenzione al sostegno dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), valorizzandone il ruolo tramite la collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di sito portuale (Rlss) presenti in tutti e tre i porti.

Inoltre, elevare stabilmente i livelli di sicurezza del lavoro nei porti attraverso la prosecuzione della concertazione tra le parti sociali e la collaborazione tra le istituzioni e gli enti preposti alla prevenzione e controllo ai fini della realizzazione di procedure e azioni condivise.

Il protocollo individua gli Rls di sito nei tre porti toscani nel numero di 1 per il porto di Carrara, 1 per il porto di Piombino e 3 per Livorno.

Sono state riconfermate le ore a loro disposizione per lo svolgimento dei compiti previsti dal Dlgs 81/08 e in particolare 350 ore per il porto di Carrara, 600 ore per il porto di Livorno e 400 ore per Piombino.

«Un altro settore che desta molta preoccupazione - ha aggiunto ancora Stefania Saccardi - è quello del marmo, in cui recentemente abbiamo contato incidenti e morti. Stiamo predisponendo un atto ricognitivo da portare in giunta, per capire, settore per settore, tutti gli interventi che possiamo mettere in atto per rendere il lavoro sempre più sicuro».

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