Sicurezza
Energia, caso risolto solo per Aferpi
La soluzione (prezzo uguale ai concorrenti) non vale per Magona. Ex Lucchini, verifica del piano fissata il 19 gennaio
PIOMBINO. Un accordo che consentirà ad Aferpi l’approvvigionamento dell’energia allo stesso costo dei concorrenti attraverso i procedimenti chiamati “interconnector” e “interrompibilità” , mentre un collegamento sarà assicurato da Terna in previsione dell’accensione del forno elettrico.
E’ questo il risultato più importante – al netto delle importanti risposte arrivate sulle questioni infrastrutturali – ufficializzato ieri dal Governo nell’incontro con istituzioni e sindacati al ministero dello Sviluppo economico. Presenti, tra gli altri, il ministro Federica Guidi e il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Claudio De Vincenti.
Sembra invece definitivamente naufragata l’ipotesi di un provvedimento ad hoc per il polo industriale piombinese che sul fronte del costo dell’energia comprendesse anche Dalmine e soprattutto Magona, che su questo aspetto si gioca non tanto progetti di sviluppo ma la sua stessa sopravvivenza.
La valutazione del Governo è infatti che l’ipotesi della cosiddetta Riu (Rete interna unificata) in situazioni simili abbia già dato vita a procedimenti di contestazione da parte della Ue che contesta una sorta di aiuto di Stato.
Della questione energia per Magona ( e Solvay)comunque si parlerà di nuovo a gennaio in un incontro specifico al Mise.
Secondo fonti sindacali a Roma il ministro Guidi e il sottosegretario De Vincenti hanno poi ribadito, dopo gli incontri col presidente Issad Rebrab e l’ad di Aferpi, Fausto Azzi, la loro fiducia sul piano Cevital, smentendo le indiscrezioni algerine sul presunto blocco dei capitali del patron di Cevital.
Per la verifica del piano industriale di Aferpi si va al 19 gennaio, data in cui è stato fissato il nuovo incontro al Mise.
Sempre nel mese di gennaio si terranno poi due incontri con ministero del Lavoro e Inps su altri temi caldi su cui il governo promette impegno ma dove ancora non si è trovata una soluzione, e cioè il prolungamento degli ammortizzatori sociali (la richiesta dei sindacati poggia sul fatto che Piombino è considerata “Area di crisi complessa”) e il pagamento del tfr per i lavoratori Aferpi e quelli in cig con Lucchini in amministrazione straordinaria, bloccato dall’attesa per il verdetto della Cassazione sulla causa intentata dal ministero dell’Ambiente.
L’incontro di Roma è servito anche per fare il punto sui contratti di solidarietà per i lavoratori ex Lucchini e Magona. «Per quanto riguarda i contributi integrativi – dice la Regione in una nota – la Regione ha fatto tutti gli atti dovuti e i decreti relativi agli stanziamenti sono stati firmati. Entro la fine dell’anno tutte le risorse saranno liquidate alle imprese che dovranno corrisponderle ai lavoratori. Si tratta di 985.266 euro per Lucchini Spa per il periodo primo gennaio-primo maggio 2015, 186.900 euro per Lucchini Servizi Srl (periodo 20 ottobre 2014-31 marzo 2015) e 263.565 euro per Magona Arcelor, per il periodo primo gennaio-31 marzo 2015. Il restante contributo ai lavoratori Magona e Lucchini Servizi rientra invece nello stanziamento previsto nel bilancio 2016, così come concordato tra i rappresentanti sindacali e il presidente Enrico Rossi».
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