Il dolore
La logopedista è in maternità e il servizio è sospeso
La protesta di alcuni genitori con figli che hanno problemi «Manca da oltre due mesi. Così perdiamo tutti i progressi»
VENTURINA. Da oltre due mesi al distretto socio sanitario locale è stato interrotto il servizio di logopedia infantile: la dottoressa che se ne occupava è andata in maternità e non è stata, ancora, sostituita. È quanto segnalataci da alcune famiglie che si rivolgono al centro Ufsmia (Unità funzionale salute mentale infanzia adolescenza) del capoluogo per curare disturbi del linguaggio dei propri figli, alcuni anche con disabilità, che hanno problemi nel parlare o pronunciare suoni. Tutto è cominciato il 12 ottobre scorso, quando la logopedista è andata in congedo per maternità. Da allora il disagio dei genitori e soprattutto dei bimbi, che hanno dovuto sospendere la terapia in quanto l’Asl non ha provveduto a nominare un medico sostituto. Terapia che non va interrotta perché c’è il rischio di non mantenere i risultati faticosamente raggiunti dai piccoli. Senza considerare che chi dovrà, invece, cominciare un percorso dal logopedista non potrà accedere, al momento, al servizio, e sarà messo in lista d’attesa insieme a tutti. E, altro problema correlato alla sospensione, è la difficoltà di continuare o intraprendere la cura tramite privati: alcuni genitori riescono a sostenere la spesa, ma la maggior parte no. «Speriamo che tutto si sistemi al più presto, c’è il rischio di compromettere i progressi raggiunti dai nostri bimbi – ci ha detto una ragazza venturinese mamma di un bambino autistico -. I nostri figli hanno disturbi di varia natura, e ovviamente c’è chi ha maggiore necessità di altri di fare una terapia costante, ogni settimana».
«Sono preoccupato perché mio figlio ha problemi abbastanza seri – le ha fatto eco un altro genitore -, e da quando aveva iniziato la terapia i progressi erano stati evidenti. Ora ho paura che possa risentire di questa interruzione». Proprio per i problemi legati all’autismo, sottolineano alcune mamme, c’è la possibilità di fondi statali. «C’è la legge numero 13 dell’agosto 2015 che prevede lo stanziamento di fondi statali per progetti destinati a bambini autistici. Ci chiediamo quindi che possibilità ha l’Asl o altri enti in qualche modo competenti ad avere accesso a questi soldi. Sarebbe un’ottima cosa e si potrebbero ottimizzare alcuni servizi». La preoccupazione che unisce queste famiglie, che fanno parte delle circa 90 che si rivolgono all’Ufsmia di Campiglia, è di rivivere l’odissea di qualche anno fa, per un altro servizio interrotto e poi riattivato dopo tempo, quello di psicomotricità infantile, «che fu sospeso per due anni sempre perché la dottoressa incaricata andò in maternità». Nel frattempo, nei giorni passati, si sono rivolte all’Asl per chiedere spiegazioni e notizie sui tempi di arrivo di un nuovo logopedista. «Ci hanno detto che purtroppo non ci sono soldi e che sono a corto di personale. Per cui non si sa quando dovremo aspettare. Sappiamo che è stata fatta, nelle scorse settimane, una relazione ai dirigenti sulla situazione, ma al momento non abbiamo avuto notizie. Non vogliamo fare polemiche o altro, chiediamo soltanto di essere aiutati affinché il servizio di logopedia venga riattivato il prima possibile. E’ un servizio essenziale per i nostri bimbi, hanno necessità di quella terapia e così sono lasciati nel limbo. Fate presto per garantire la presenza di un nuovo logopedista in tempi brevi».
Annalisa Mastellone
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