Sicurezza
Onorato non è più socio della Fondazione Elba
Lo strappo dopo i veleni del convegno organizzato sui collegamenti marittimi L’ad Toremar rassegna le dimissioni: «Non riesco a specchiarmi in questa onlus»
PORTOFERRAIO. Ora è ufficiale. I veleni emersi nel corso del convegno sui traghetti di inizio novembre hanno definitivamente deteriorato il rapporto tra Achille Onorato e la Fondazione Isola d’Elba Onlus. La conferma dello strappo definitivo è arrivata in queste ore, con la lettera di dimissioni da socio ordinario recapitata all’ingegner Alberto Nannoni, presidente della commissione trasporti della Fondazione stessa, che proprio nella giornata di oggi riunisce l’assemblea dei soci. Achille Onorato, nella lettera, chiarisce in modo dettagliato i motivi che lo hanno convinto a prendere le distanza dalla Fondazione Elba.
«Apprezzo sinceramente il lavoro e lo sforzo svolto dalla commissione per l’organizzazione del convegno “E la nave va” – ha scritto nella sua lettera Achille Onorato – mi permetto di sottolineare però che il convegno è andato sin dal principio fuori tema, occupandosi totalmente di questioni legate a degli specifici interessi privati e non come da programma “alla ricerca di proposte, progetti, idee soluzioni tese a facilitare lo sviluppo dell’economia elbana spesso penalizzata dalla sua insularità».
Che l’esito del convegno della Fondazione non fosse piaciuto a Onorato era apparso chiaro fin da subito. L’Ad di Toremar non le ha mandate a dire alla Fondazione e, in particolare, all’associazione Albergatori accusata di conflitto di interessi, a causa dell’accordo stretto con la compagnia Blu Navy.
«Credo che con questo convegno – continua la lettera di Onorato – sia venuto meno il nobile obiettivo della Fondazione nella quale, purtroppo, non riesco più a specchiarmi. Promuovere un convegno come quello, alla luce dell’unico tema che si è trattato e delle parole dette da chi è titolare sia di cariche nella Fondazione che di interessi privati in una determinata compagnia di navigazione, ha fatto, a mio parere, perdere di credibilità a una nobile iniziativa. A tal fine ne approfitto per rassegnare le mie dimissioni come socio ordinario della Fondazione Elba».
Onorato conclude la lettera a Nannoni dando la disponibilità a partecipare comunque ai prossimi eventi sui collegamenti marittimi, «se questi saranno organizzati liberi da conflitti di interessi e volti al reale miglioramento e difesa del territorio e non di interessi privati di membri del consiglio della Fondazione stessa».
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