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«Nessuna risposta convincente»

«Nessuna risposta convincente»

Pasquinelli (M5s) torna sulla mozione Aferpi-porto. Ferrari (Fdi): «Opposizioni inascoltate»

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PIOMBINO. Daniele Pasquinelli parla di «distrazione di massa». Il capogruppo del M5s torna sulla mozione respinta dalla maggioranza, quella con cui si chiedeva di vincolare le concessioni portuali da assegnare ad Aferpi al rispetto del piano industriale.

«Purtroppo - scrive Pasquinelli - è stata messa in atto dalla maggioranza una strategia tesa a deviare il dibattito dai contenuti a questioni collaterali. Sicuramente per la maggioranza è più conveniente parlare di fantomatiche strumentalizzazioni, oltretutto cercando di passare da vittime. Cosa sempre assurda se a farlo è chi governa. Anzitutto dovrebbero spiegare dettagliatamente perché la nostra proposta è, a loro dire, inattuabile e in seconda battuta quale sia la loro strategia per avere maggiori garanzie. L’atto di sottomissione che Aferpi si appresta a firmare non è di per sé una garanzia sufficiente. Una volta rilasciate le concessioni cinquantennali, nessuno sarà più in grado di marcare una linea netta oltre la quale si potrà dire che il piano industriale non è stato rispettato».

«Con questo ordine del giorno - prosegue Pasquinelli - volevamo far passare un concetto più ampio che va oltre la questione concessioni: è finito il tempo del “modello Piombino”, quello vero. Il modello per il quale si attende il salvatore della patria e gli si consegna ciò che abbiamo di più prezioso senza nulla chiedere in cambio per paura e incapacità di governare la transizione, come già è successo con Lucchini prima e con Severstal poi. Noi invece crediamo che le amministrazioni e la politica debbano essere protagoniste nell’indirizzo e nello sviluppo del territorio e che quindi ci si debba porre su un piano di parità e non si sudditanza. Questo non significa in nessun modo ostacolare gli investimenti privati, nel caso specifico sarebbe stata la Port authority a sottoscrivere l’impegno al rilascio definitivo delle concessioni se i punti ritenuti essenziali del piano industriale fossero stati rispettati, a tutela dell’investimento finanziario che Cevital o chi per essa avrebbe messo in campo. Ancora una volta si è preferito spostare il dibattito su un piano apparentemente ideologico. Resta il fatto che una risposta convincente sul perché la nostra proposta fosse inattuabile non l’abbiamo sentita da nessuno».

Poi, su Facebook, Pasquinelli riprende una dichiarazione del segretario Pd sulla 398: «Leggo con estremo compiacimento che il segretario Valerio Fabiani è disposto a incatenarsi per la 398. Mi offro volontario per farlo insieme a lui, stabiliamo dove e quando. Finalmente si chiede direttamente un’opera dovuta a questo territorio e senza la quale mal si giustificherebbero i soldi pubblici spesi per il porto, senza bisogno di farci digerire la truffa dell’autostrada Tirrenica».

Secondo Francesco Ferrari invece (Fdi-An) le dichiarazioni di Fabiani sono grottesche e demagogiche: «Fabiani è il rappresentante del Pd Val di Cornia e ha la possibilità di colloquiare con le istituzioni regionali e nazionali, entrambe appartenenti al partito per cui lavora».

Anche Ferrari torna sulla vicenda porto: «Chi governa Piombino avrebbe dovuto sin da subito ascoltare le opposizioni che da mesi temono che Rebrab abbia fatto tutto solo per gestire i traffici portuali. Senza timore riverenziale, condizionare le concessioni delle aree portuali ai reali investimenti in fabbrica appariva il modo migliore per tutelare il futuro della nostra città».

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