Attenzione
Coppola (Udc): no alla discarica di amianto
PIOMBINO. «In Toscana ci sono già 4 discariche di amianto, 19 in tutta Italia, addirittura in 8 regioni non ve ne è nessuna, pertanto non serve una quinta, se non per mettere in sicurezza il bilancio...
PIOMBINO. «In Toscana ci sono già 4 discariche di amianto, 19 in tutta Italia, addirittura in 8 regioni non ve ne è nessuna, pertanto non serve una quinta, se non per mettere in sicurezza il bilancio Asiu»: così Luigi Coppola, segretario provinciale Udc.
«Piombino – aggiunge – ha già dato molto sotto il profilo delle discariche e dell’inquinamento di ogni genere, sarebbe il caso di incominciare a parlare di risanamento ambientale. Ogni giorno c’è una processione sostenuta dalle 3 associazioni operanti nel comune, che trasportano le persone verso i nosocomi di Livorno, Pisa e Firenze per sostenere le terapie antitumorali e di altre patologie legate all’inquinamento. Credo che in tal senso ci debba essere una seria riflessione e personalmente, questa è la mia opinione, sono totalmente contrario a continuare l’esercizio del conferimento di rifiuti industriali e di rifiuti pericolosi in una discarica locale, fra i quali quelli contenenti amianto sia in matrice friabile che compatta. Se l’Asiu non avesse sacrificato per anni la discarica sull’altare del profitto col conferimento di rifiuti industriali, il che è anche servito a mantenere le tariffe relativamente più basse rispetto ad altre realtà, oggi sarebbe ancora attiva, e non ci troveremmo di fronte, percorrendo la geodetica, allo scempio sia in termini di odore che di immagine. A parte il fatto – spiega – che serve una nuova concezione del problema rifiuti, che vada oltre le discariche, nel frattempo avremmo avuto ancora tempo utile per pensarci e non di incorrere in un vero e proprio problema legato allo smaltimento, che a breve potrebbe rischiare di scoppiare anche nel nostro territorio. Auspico nel buon lavoro del nuovo presidente Asiu e delle sinergie con Sefi. La proposta della discarica per l’ amianto è da bocciare e non per un problema ideologico, ci mancherebbe, ma per ovvi motivi storico-industriali, senza dimenticare l’emergente, anche se limitata, vocazione turistica, che a mio avviso andrebbe sostenuta e stimolata. Il binomio amianto-turismo è insostenibile, oltretutto non sarebbe neanche un incentivo per un numero elevato di posti di lavoro, pertanto a mio avviso “non s’ha da fare”».
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