Il Tirreno

«Unire diversificazione e ambiente»

di Guido Fiorini
«Unire diversificazione e ambiente»

Sette gruppi di lavoro hanno tracciato le linee guida per il rilancio della zona. Ma adesso occorre stringere i tempi

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PIOMBINO. Ora i documenti usciti dai tavoli tematici del Pd ci sono tutti: doveva presentarli il presidente del partito Matteo Orfini, ma la maratona in corso a Montecitorio gli ha impedito di essere presente.

Sono sette lavori di gruppo approfonditi e pieni di parole (agricoltura, Aferpi, infrastrutture, ambiente e territorio, sanità e sociale, turismo e parchi, giovani democratici, tutti votati all’unanimità) i quali con un cronoprogramma stretto, anche se con la politica e le Amministrazioni pubbliche il tempo è sempre un aspetto relativo, dovranno essere tramutati in fatti concreti. Perché il promontorio e la Val di Cornia non hanno più molto margine.

Aspetta Aferpi, che da quando ha cambiato management ha anche accelerato molto più di quanto trapeli, tanto che già il programma si scontra con problemi urbanistici da risolvere, e aspettano decine e decine di aziende, impantanate da mesi nelle sabbie mobili della burocrazia e di strumenti di gestione del territorio palesemente inadeguati. Un solo esempio: sta per concretizzarsi in questi giorni la cessione della centrale Enel di Tor del Sale al gruppo Piacentini di Modena che, con Luis Vuitton, vuol farci il “mall”. Quanto saranno disposti ad attendere il via libera, visto il valore dell’investimento?

Dieci anni fa il piano strutturale dell’area era innovativo ma, nel giro di un paio di primavere, è diventato obsoleto. Così se nei documenti le parole d’ordine sono diversificazione e ambiente, certo andranno legate con un filo rosso alla celerità, perché chi sta dimostrando di credere in quest’area è abituato a correre e talvolta i Comuni sembrano degli eterni Will Coyote incapaci di acciuffare Beep Beep.

Fuor di metafora, certo è che la mole di lavoro prodotta dai tavoli tematici del Pd, e presentata ieri in via Marco Polo dal segretario Valerio Fabiani spalleggiato dai sindaci Giuliani, Soffritti e Bandini, da una parte traccia una filosofia innovativa che abbraccia le grandi opportunità di un territorio che, più unico che raro in Italia, ha insieme industria, agricoltura, turismo e portualità, dall’altra impone ai Comuni di varare in fretta ciò che serve, sia pur all’interno delle regole regionali.

Qualcosa si dovrà fare unendo le forze. È il caso del turismo che, dopo il vuoto lasciato dalla frettolosa cancellazione delle Apt, richiede una programmazione armonica dalle Colline Metallifere, all’Elba, alla Val di Cornia e alla Bassa Val di Cecina. Altre cose, come le varianti urbanistiche che spianino la strada all’iniziativa privata, ogni Comune dovrà gestirle in autonomia, sia pur all’interno di un disegno complessivo. Certo è che le esigenze di San Vincenzo non sono quelle di Piombino. E nella mappa c’è il buco nero di Suvereto che prima di seguire la strada tracciata dal Pd alzerebbe un muro di Berlino ai confini. E dato che si parla di celerità, il convitato di pietra alla conferenza stampa era l’assessore all’urbanistica di Piombino.

Visto che il clima, anche con Cambiaverso, si sta rasserenando, è chiaro che dovrà essere nominato entro pochi giorni.

Il modello di sviluppo. «Dai tavoli - ha spiegato Valerio Fabiani - emerge un modello di sviluppo che si appoggia su diversificazione e ambiente e abbraccia il futuro dei grandi insediamenti industriali, delle attività estrattive, del riuso del materiale, dell’agricoltura, dell’accoglienza turistica. È chiaro che vanno riorganizzati gli strumenti urbanistici, aprendo una nuova stagione di pianificazione territoriale. Bisogna fare di più e bisogna farlo presto».

Quindi, al di là di Aferpi, ecco le nuove opportunità per le piccole e medie imprese, sia quelle che si apprestano a sbarcare nella zona, sia quelle già esistenti che con grandi sacrifici e anche in tempi di crisi, hanno continuato a produrre e a dare lavoro.

Particolare attenzione andrà data ad agricoltura e turismo. «L’agricoltura è un settore trainante nel territorio. In quest’ottica la Val di Cornia può andare a braccetto con il Polo che la Regione sta costituendo in Maremma. Così come per il porto, che invece è legato a Livorno. I vecchi confini provinciali vanno superati».

Il turismo, invece, dovrà avere opportunità di crescita, anche sotto il piano della ricettività (che - ha spiegato il sindaco Giuliani - non dovrà essere tradotta in più cemento, ma in ristrutturazioni e strutture leggere e innovative) e anche un’opportuna copertura finanziaria: «La tassa di soggiorno - ha aggiunto Fabiani - può essere uno strumento, a patto che gli operatori, che poi in questo caso sono anche gli esattori, capiscano che avranno un adeguato ritorno».

Decisivo sarà il ruolo di Parchi Val di Cornia Spa, nel 2016 ci sarà il nuovo cda, che dovrà coniugare turismo tradizionale a parchi e ambiente.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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