Il dolore
Rio nell’Elba, conti choc Il rischio dissesto è reale
Il sindaco De Santi presenta il risultato dell’indagine sui bilanci dell’ente «Non getto la spugna nel momento difficile, ma pago per gli errori del passato»
RIO NELL’ELBA. «Non getto la spugna. Non lo faccio certo adesso. Ma in caso di dissesto finanziario non resterò a fare qualche comparsata o inaugurazione, sono stato eletto a Rio nell’Elba con ben altre prospettive».
Claudio De Santi parla lentamente, ma la sua voce viene rotta più volte dall’emozione. Mai, nel suo anno e mezzo di amministrazione, ha vissuto un momento così difficile: il Comune di Rio nell’Elba rischia concretamente il dissesto finanziario. È lo stesso De Santi a rendere concreto quello che sino a pochi giorni fa era solo uno spettro, portando nel consiglio comunale aperto al teatro Garibaldi tre relazioni pesanti come macigni. Prove concrete del gorgo amministrativo e finanziario che rischia di inghiottire il piccolo comune elbano.
De Santi ha illustrato punto per punto i casi dei finanziamenti e dei lavori pubblici per la messa in sicurezza di Bagnaia e di Nisporto. Ma è la relazione a conclusione dell’indagine affidata al Centro Studi Enti Locali sui bilanci dal 1999 ad oggi a chiarire lo scenario in cui si muove attualmente il Comune di Rio nell’Elba. E basta ascoltare le vie d’uscita ipotizzate dal sindaco De Santi per avere un’idea delle condizioni finanziarie del Comune: «Le strade sono due – ha spiegato il primo cittadino visibilmente emozionato – o si lavora a un piano di risanamento spalmato su più anni, se la sezione controllo della Corte dei Conti sarà d’accordo, o si aprirà lo scenario del dissesto finanziario».
Nel corso del consiglio aperto De Santi e Luca Heller, responsabile del centro studi, hanno chiarito l’esito dell’approfondimento sui conti dell’ente. L’amministrazione riese fa i conti con un debito di circa 4,4 milioni accumulato dal 1999 ad oggi, per un deficit annuo medio (in sedici anni) di circa 270mila euro. Un debito che negli anni è stato sostenuto alimentando la spesa corrente in modo indiscriminato. E se sei considera negli ultimi anni un deficit medio di 310mila euro e spese a sostegno del debito per 290mila euro, ecco che la coperta si fa sempre più corta. Non a caso De Santi parla della situazione dei conti di Rio nell’Elba come di una sorta di campo minato. «Sono stati fatti degli errori gravi da chi mi ha precedeuto e ora una cura dimagrante non basta – spiega – abbiamo un debito da 4,4 milioni da gestire, un capitale di finanziamenti che non c’è più e i problemi di Bagnaia e Nisporto, con i rischi di dover restituire i contributi». Già, Bagnaia e Nisporto: il sindaco di Rio nell’Elba ha affrontato in modo dettagliato i due annosi casi tutt’ora sotto la lente della Corte dei Conti, già oggetto nel 2013 di una relazione del Avcp (Autorità di vigilanza sui lavori pubblici che definì illegittimi gli affidamenti diretti degli incarichi, le somme urgenze e la conduzione degli appalti) e per i quali i Ministeri hanno chiesto indietro i contributi. Su Bagnaia il sindaco Claudio De Santi ha letto una relazione del revisore dei conti secondo cui, a fine 2014, del finanziamento da 999mila euro per la messa in sicurezza non ne risultavano a bilancio 581mila euro. «Forse quei soldi sono stati usati per la spesa corrente», ha spiegato De Santi, che poi ha fatto presente come per non perdere il finanziamento per Bagnaia si debba procedere con una nuova progettazione.
Altrettanto complicato il caso della messa in sicurezza del bacino Nisporto: un’opera non collaudata, non collaudabile, la cui vasca di decantazione incide su terreni privati. Sulla vicenda pende peraltro una causa tra il Comune e una società privata che ha chiesto un risarcimento milionario. «Basta che solo uno di questi problemi sul campo vada a finire male – spiega De Santi – e il Comune avrà il suo colpo di grazia. Ci siamo trovati a dover affrontare due casi incagliati, difficili dal punto di vista amministrativo, che stanno portando via tutte le energie al nostro Comune. La mia priorità è salvaguardare il patrimonio dell’ente, per questo ho chiesto che sia fatta chiarezza una volta per tutte. Ho richiesto al Ministero l’invio degli ispettori per una verifica che finalmente individui le responsabilità».
Quel che è certo è che le difficoltà del Comune e la gestione allegra delle amministrazioni che si sono succedute a Rio nell’Elba, almeno secondo il quadro riferito da De Santi, comporteranno dei sacrifici pesanti ai cittadini. Chi non ha apprezzato il processo al passato avviato da De Santi è stato Giuseppe Coluccia, capogruppo di minoranza: «I cittadini hanno eletto un sindaco e non un commissario liquidatore – ha detto a più riprese Coluccia – De Santi sapeva che la situazione finanziaria e amministrativa del Comune non fosse certo facile. Lo sapeva fin dalla sua elezione. Il sindaco è stato eletto per amministrare e non per spaventarsi e andare via quando le difficoltà si manifestano».
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