Il Tirreno

Si schianta con l’auto contro un pino

di Alessandro De Gregorio
Si schianta con l’auto contro un pino

Una dinamica strana: è stato visto sterzare di colpo a sinistra, a terra nessuna traccia di frenata. Aveva 59 anni

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SUVERETO. «A un certo punto ha sterzato verso sinistra, di colpo. Ed è finito contro quell’albero».

E’ quanto ha raccontato agli agenti della polizia stradale l’unico testimone oculare dell’incidente di ieri mattina in cui ha perso la vita Riccardo Pelagatti, 59 anni.

Un incidente assurdo, avvenuto poco dopo le 8 sulla provinciale 398, la strada che da Suvereto conduce a Venturina. L’impatto tra la Ford Fiesta di Pelagati e quel pino è stato violentissimo. L’uomo ha sbattuto la testa sul parabrezza ed è morto sul colpo.

A terra, sull’asfalto, neanche un accenno di frenata.

L’automobilista che ha assistito alla scena è sceso per provare a soccorrere Pelagatti. Ma ha capito subito che non c’era più niente da fare. Così ha lanciato l’allarme al 118, che ha inviato sul posto le ambulanze della Croce rossa di Suvereto e di San Vincenzo, oltre a una pattuglia della polstrada di Venturina.

Il medico ha constatato la morte e la salma, dopo il nullaosta del magistrato, è stata rimossa. Si trova all’obitorio del cimitero di Campiglia, dove è avvenuto il riconoscimento ufficiale e dove da ieri è cominciato il viavai di parenti e amici.

Pelagatti, originario di Livorno, viveva da queste parti da molto tempo. Prima a Campiglia, dove in passato ha gestito il ristorante La Margherita. Poi a Suvereto. Aveva tre figli: due (Sara e Simone) nati da una prima relazione e una bambina più piccola (Chiara) avuta con l’ultima compagna. Anche quest’ultima relazione poi era naufragata e da allora Pelagatti viveva da solo in via Caporali, a Suvereto.

Appassionato di pittura, Pelagatti di recente lavorava come operaio nelle cave, alle dipendenze della ditta Cadelago. Ma in questo periodo era in malattia. I medici infatti alcuni mesi fa gli avevano diagnosticato un tumore al fegato e l’uomo si era sottoposto anche a un intervento chirurgico. Malgrado l’operazione e le terapie, le sue condizioni di salute non erano migliorate più di tanto e anche questo aveva contribuito a peggiorare il suo umore.

Era molto giù, come confermano alcuni amici e lo stesso sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi: «Io lo ricordo come una brava persona - dice Parodi - ma con diversi problemi, soprattutto di salute. Lo ricevevo spesso il mercoledì, parlavamo molto. Mi dispiace tanto, non so cosa possa essere successo. Questa tragedia ha colto impreparato anche me».

La polizia stradale parla di incidente causato da un malore, forse uno svenimento. Ricostruzione compatibile sia con la testimonianza che con la mancanza di tracce di frenata a terra.

Quella Ford Fiesta grigia è andata dritta come un razzo contro quell’albero, uno dei tanti che costeggiano la strada, in un punto peraltro dove non c’è neanche il guardrail.

Ma ci sono altre ipotesi che circolano in paese. Di recente, Pelagatti era apparso particolarmente provato, sia nel fisico che nel morale. E proprio ieri mattina, a un bar, era stato visto fare colazione per poi puntare - e perdere - alcuni soldi a una slot machine. Dopodiché, uscendo, è stato sentito ripetere questa frase: «Vai, siamo arrivati». Una frase così, che può non voler dire nulla. Oppure che può spiegare molte cose.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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