Sicurezza
«Autonomia da Aferpi e meno vincoli»
“Cambiaverso” difende il lavoro dell’ex assessore: grave non aver approvato l’atto di indirizzo
PIOMBINO. «Non aver approvato l’atto di indirizzo sul governo del territorio è grave innanzitutto per il messaggio di fondo che fa trasparire, e cioè l’idea di essere concentrati solo sulla vicenda industriale, ovviamente importante, dilazionando nel tempo quella scossa necessaria per consentire investimenti diversi in un territorio che registra una situazione sociale gravissima».
Così in una nota, “Cambiaverso” esprime la propria posizione sul licenziamento dell’assessore all’urbanistica, Martina Pietrelli. «L’atto di indirizzo proposto da Martina Pietrelli – prosegue la nota – si fondava proprio su alcune scelte di fondo chiare: autonomia da Aferpi e apertura a investimenti nelle aree industriali non esclusivamente riconducibili a un unico soggetto economico, sviluppo e rimozione di vincoli urbanistici su turismo, artigianato e commercio per progetti di qualità, rigenerazione urbana e rafforzamento della città pubblica. Insomma l’idea di rivedere la strumentazione urbanistica per aprire porte e finestre a chi ci crede e chi ci prova».
Per “Cambiaverso” è dunque «oggettivamente singolare averlo definito “un atto condiviso”, salvo poi arrivare a ritirare le deleghe a Pietrelli fondando le motivazioni su un fatto che non si è mai verificato e cioè che questo atto era stato già presentato in altre sedi. Con queste motivazioni è evidente il rischio che l’opinione pubblica percepisca il fatto che mentre veniva ricercata una via per approvare queste proposte, altrove si sia immaginata un’operazione politica che ha anteposto questioni interne al Pd ai contenuti di questo atto e quindi agli interessi generali della città».
«Cos’altro deve succedere – prosegue la nota – per discutere di sviluppo non passando necessariamente da Aferpi? Questo è un campanello di allarme serio, perché è proprio in quei territori dove si è diffuso questo approccio e dove il conflitto politico non si è fondato sul merito dei problemi ma sulle persone o su dinamiche interne ai partiti, che si è aperta la strada che ci ha portato inesorabilmente a perdere i comuni. Martedì 22 presenteremo alle 21 alla Saletta Rossa l’atto proposto da Pietrelli perché è il momento di superare asfittiche diatribe interne e parlare apertamente alla città e al territorio».
L’opinione di “Cambiaverso” è dunque che il Pd per mantenere una funzione di governo «non può rimanere imbrigliato nella custodia della tradizione anziché aprirsi all’innovazione, allo sviluppo, al coraggio delle scelte e al cambiamento. E’ proprio su questo che dovremo aprire una discussione seria: il nostro territorio ce la farà se supererà impostazioni tradizionali, se curverà decisamente sullo sviluppo, se supererà la centralità culturale della fabbrica, se lavorerà sui servizi alle imprese e sulla formazione delle persone, meno Enti pubblici e Comuni più integrati tra loro, più concorrenza nei servizi pubblici, meno statalismo e più innovazione per una redistribuzione della ricchezza basata non sull’assistenza ma sulla promozione sociale e la mobilità».
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