Il Tirreno

Ospedale a corto di medici «Una graduatoria elbana»

di Luca Centini
Ospedale a corto di medici «Una graduatoria elbana»

Venti professionisti hanno rifiutato l’incarico nel reparto di pediatria E Bulgaresi lancia la proposta: «Servono deroghe alle procedure di assunzione»

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PORTOFERRAIO. Una graduatoria dedicata all’isola d’Elba con un punteggio diversificato, in modo da garantire un incentivo ai medici per accettare incarichi sull’isola.

È una strada di certo complicata da percorrere, ma forse l’unica per scongiurare il progressivo svuotamento dei reparti dell’ospedale, quella scelta da Anna Bulgaresi, presidente della Conferenza dei sindaci sulla sanità. Hanno fatto un certo effetto le parole pronunciate dal commissario straordinario dell’Asl Maria Teresa De Lauretis, riguardo alla carenza di organico nel reparto di pediatria, rimasto con un solo medico in servizio.

Il commissario ha spiegato come l’Asl si sia attivata già nell’agosto scorso per assumere un nuovo professionista da utilizzare nel reparto. Ma su venti medici contattati, attraverso le graduatorie toscane e non, sono stati venti i no.

I sindaci fanno pubblicità. Che l’Elba non faccia gola al personale sanitario non è una novità. Ma il problema della carenza di organico, di questo passo, rischia di aprire un «baratro vero nel 2016», per dirla con le parole di Anna Bulgaresi, visto l’alto numero di medici e infermieri che il prossimo anno andranno in pensione.

«Già nella prossima Conferenza dei sindaci – fa presente il presidente Anna Bulgaresi – affronteremo il problema che si sta facendo sempre più serio. Per questo stiamo pensando a una forma di avviso pubblico che inoltreremo dentro e fuori dalla Toscana. Faremo il possibile, insomma, per attirare il personale medico a venire all’Elba. L’idea è quella di fare un appello nazionale per l’Elba e per le isole minori, per le quali chiediamo una graduatoria dedicata».

Sos incentivi. Con la sola pubblicità, tuttavia, si può fare ben poco. Per questo occorre studiare, afferma Bulgaresi, un meccanismo diverso che favorisca le zone disagiate rispetto alle procedure standard che, almeno per l’Elba, si stanno dimostrando un flop. «Occorre un sistema diverso con l’attribuzione di un minimo di punteggio aggiuntivo ai medici che scelgono di venire a praticare la professione su un’isola – spiega Bulgaresi – sappiamo che ci saranno resistenze e difficoltà, soprattutto sul fronte sindacale. Ma occorre trovare un equilibrio tra questo tipo di esigenze e le necessità di un territorio che non può rimanere svuotato di medici e infermieri. Il problema si può estendere anche alla scuola, fino a quando c’era il doppio punteggio il personale era stabile».

Il nodo degli alloggi. Far arrivare medici da fuori è l’obiettivo, non certo semplice. Ma per farlo servono strutture di accoglienza. «Con Asl e Regione è in piedi la soluzione della foresteria – spiega Bulgaresi – ma ritengo che si debba pensare a soluzioni più strutturali. E’ chiaro, che in un’ottica di graduatoria dedicata e punteggi aggiuntivi, il personale che sceglie l’Elba, debba garantire un certo periodo di permanenza, almeno 4-5 anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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