Il Tirreno

«Una gestione approssimativa»

di Annalisa Mastellone
«Una gestione approssimativa»

Giudizio negativo dei Cinque stelle dopo il sopralluogo alla residenza di accoglienza dei migranti

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VENTURINA. Non sono rimasti soddisfatti i 5 Stelle dell’ispezione che ieri hanno organizzato, alla residenza di accoglienza della Homo Diogene, in zona stazione. L’intento era quello di verificarne la gestione, sia della struttura che dei migranti ospiti, e il rispetto della convenzione che la regola (stilata dalla prefettura dopo apposito bando o manifestazione di interesse).

Il consigliere comunale Cristina Chesi e il consigliere regionale Enrico Cantone sono stati accompagnati da due funzionari della prefettura per fare un sopralluogo, intorno alle 13, durato più del previsto. «Non c’è stato l’effetto sorpresa e forse non lo avremo mai – ha detto Chesi - Si respirava l’aria di un centro in preallarme. Qualche incongruenza l’abbiamo trovata ma non grandi cose, perché chiaramente quando si sa che viene la prefettura magari ci si prepara affinché tutto vada come deve andare. Per cui ci riteniamo poco soddisfatti».

«Quello che abbiamo riscontrato sono incongruenze minime ma non eclatanti – ha spiegato Cantone - che però alla fine possono essere sintomi di quella che è un po’ la gestione della residenza. Abbastanza approssimativo secondo me il controllo delle persone che accedono ai pasti e che sono presenti all’interno della struttura. L’associazione deve trasmettere periodicamente l’elenco dei migranti ospiti, in base al quale viene poi calcolato il rimborso riconosciuto dallo Stato. Il controllo della prefettura è presente, i funzionari su indicazioni ministeriali ogni tre mesi devono svolgere delle ispezioni».

Ma ci sono altre cose che il M5s intende approfondire alla luce del sopralluogo. «Ci sono altre incongruenze che ci riserviamo di esaminare, relative ad alcuni aspetti degli articoli dettati dalla convenzione, dove effettivamente si può riscontrare qualche mancanza. Una cosa inoltre che ci interessa particolarmente inoltre è il fatto che questa associazione non è iscritta all’albo, ed è nata in pratica poco prima dell’emissione del bando della prefettura. Anche questo aspetto, riguardo a come vengono svolte le gare e come vengono poi assegnate le convenzioni, vogliamo approfondire. Esamineremo tutto meglio nei prossimi giorni».

La mancanza di iscrizione all’albo delle associazioni non ha permesso alla Homo Diogene di partecipare ai progetti di lavori socialmente utili avviati con l’amministrazione comunale, ha sottolineato Chesi. «Qui in zona ci stiamo battendo da tempo per regolamentare questi bandi finalizzati alle convenzioni di prima accoglienza – ha aggiunto - e a giugno abbiamo presentato un’interpellanza parlamentare per chiedere di assegnarne la gestione ad associazioni che hanno una larghissima esperienza, e sul territorio ce ne sono. Invece di affidarla, come in questo caso, a un’associazione neonata (la Homo Diogene si è costituita a gennaio, ndr). Un enigma questo che ci ha destato non poca preoccupazione, perché esistono associazioni più preparate a lavorare con i migranti, come per esempio la cooperativa Odissea di Lucca (attiva anche a Campiglia) mentre questa è nata qualche mese prima del bando emesso dalla prefettura, e pecca di esperienza. Non abbiamo ancora il bandolo della matassa, ma le gare e i bandi andrebbero regolamentati in altra maniera».

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