Il Tirreno

Sei punti per disegnare la città del futuro

di Guido Fiorini
Sei punti per disegnare la città del futuro

Pronto l’atto di indirizzo redatto dall’assessore Martina Pietrelli. L’approvazione, però, slitta di una settimana

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PIOMBINO. Slitta di una settimana l’approvazione dell’atto di indirizzo sull’urbanistica e sul governo del territorio redatto dall’assessore Martina Pietrelli, un documento che ridisegna la città e la prepara alle sfide del futuro.

Ci sono stati anche momenti di tensione in giunta per il rinvio, ma il sindaco Massimo Giuliani, responsabilmente, ha deciso di farsi carico della situazione e di portare avanti un lavoro che è decisivo per la città.

Le prossime due-tre settimane diranno molto sul futuro di Piombino e non è certo il momento di perdersi dietro a beghe che sono più politiche che sostanziali.

L’anticipazione. Il problema è nato perché mercoledì sera, a Venturina, Martina Pietrelli ha anticipato che ci sarebbe stata l’approvazione dell’atto nella giunta di ieri.

Va detto peraltro, eravamo presenti come moderatori della serata, che nell’occasione l’assessore all’urbanistica, pur incalzata, non ha voluto illustrarlo, proprio per non svelare temi che la giunta avrebbe dovuto discutere due giorni dopo. Certo è che qualcuno ha posto il problema.

Probabilmente ancora una volta ha pesato il difficile rapporto fra il Pd e l’associazione di renziani Costa Toscana #Cambiaverso. Già qualche settimana fa alcune frasi del Pd su Riccardo Gelichi facevano pensare che proprio la Pietrelli fosse il vero obiettivo del partito, perché mal digerita nel doppio ruolo di assessore e punto di riferimento di un’associazione che vuole essere di stimolo al Pd, ma che spesso ha una posizione critica. Eppure i punti di contatto ci sarebbero tutti: i rappresentanti dell’associazione partecipano al percorso tematico che il partito conduce dalla fine di ottobre, ma alcune proposte e prese di posizione in via Marco Polo non piacciono, anche se la dialettica interna dovrebbe essere uno dei punti di forza. Sottili beghe politiche, insomma, ma il sindaco, che in questo momento ha problemi assai più seri da affrontare, fa quadrato e porta avanti la sostanza. Del resto la giunta è la sua e la faccia, prima di tutto di fronte alla città, ce la mette lui.

L’atto di indirizzo. «Sia chiaro - dice Massimo Giuliani - questo atto di indirizzo è importante per Piombino ed è condiviso da me e dagli assessori. C’è solo bisogno di approfondirlo un po’ e di discuterne per qualche altro giorno». Sarà quindi riproposto nella prossima giunta.

Il piano strutturale, del resto, è fermo da due leggi urbanistiche e ha le radici in quella del 1995, 20 anni fa. In questo periodo le cose sono profondamente cambiate, è mutato profondamente il mercato immobiliare e lo spostamento della fabbrica impone scelte per ampie aree di territorio. In questo contesto c’è la scelta politica dell’attuale Amministrazione di incoraggiare l’iniziativa privata, in particolare in settori diversi da quelli tradizionali, turismo in testa.

Nei progetti dell’Amministrazione i temi indicati nell’atto di indirizzo dovranno essere affrontati nel corso del prossimo anno, avviando la redazione di un nuovo piano strutturale, condiviso con gli altri Comuni della Val di Cornia (escluso Suvereto, che va per la propria strada) e modificando regolamento urbanistico e piani attuativi.

Sei temi chiave. Nella bozza di atto vengono individuati sei temi chiave per rivedere il regolamento urbanistico. Sono 1) la ripianificazione delle aree industriali; 2) il rafforzamento dei settori produttivi non industriali; 3) il potenziamento dell’economia turistica; 4) il riuso del patrimonio edilizio esistente; 5) la città pubblica; 6) l’adeguamento al piano paesaggistico.

Il punto chiave è ovviamente l’1, visto che si libereranno alcune centinaia di ettari di territorio, peraltro in gran parte da bonificare. È chiaro che ci saranno da affrontare temi chiave, come il tracciato della 398 e della ferrovia, verso la città e il porto, la trasformazione di aree industriali in urbane, il collegamento con il quartiere Cotone-Poggetto, ma anche la memoria industriale come fattore di attrazione e di cultura.

Altri punti decisivi dell’atto sono il 2, il 3 e il 4. L’obiettivo dell’Amministrazione è rendere possibili trasformazioni e interventi che le regole di oggi non consentono. Si vogliono intercettare investimenti in settori non tradizionali dell’economia, in particolare nel turismo, dove si vuole potenziare la recettività diversificando anche il tipo di offerta.

Nel complesso l’atto abbraccia a 360 gradi il governo del territorio ed è decisivo per il rilancio di Piombino. In questo contesto, pensiamo, una settimana in più di discussione non sarà un grosso problema.

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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