Attenzione
Magona, un 2016 a tinte fosche
Cantagalli (Fim): l’azienda ha confermato che il decapaggio non ripartirà
PIOMBINO. Nei giorni scorsi il nuovo presidente di Arcelor Mittal Sud Ovest, Josè Manuel Arias, nominato da appena un mese, ha incontrato le segreterie di Fim Fiom Uilm e le rsu Magona.
«Prima di venire a Piombino – dice Maurizio Cantagalli, rsu Fim Cisl – ha incontrato i nostri clienti più importanti e ha ricevuto la piena soddisfazione loro per quanto riguarda la qualità e soprattutto il servizio».
Da Arias è arrivata la conferma «che anche questo anno lo stabilimento avrà un risultato economico negativo – spiega Cantagalli – Le cause sono sempre il costo dell’energia (il quadruplo rispetto ai nostri competitor italiani), le importazioni da paesi come Cina, Iran, India che portano i prezzi ad abbassarsi in maniera esponenziale così che i margini di guadagno sul prodotto finito si abbassano e quindi i prezzi troppo bassi dello zincato e del verniciato. Confermata la non ripartenza della linea di decapaggio per ottimizzare quella francese dello stabilimento di Fos, nostra fornitrice, e il mantenimento anche per il 2016 dell’attuale assetto produttivo. Tutto ciò nella speranza che a febbraio la Corte europea si pronunci sul dumping da applicare alla Cina per permettere di consolidare la produzione europea».
«La nostra preoccupazione va al prossimo futuro – prosegue il rappresentate della Fim – perché non potremmo durare a lungo in questa situazione, nonostante il gruppo sia disposto ad usare tutta la “solidarietà” disponibile , quindi fino ai primi mesi del 2018. I lavoratori Magona in questi anni hanno fatto tutto quello che dovevano fare, dai sacrifici economici (alcuni lavorano due giorni al mese) a riorganizzazioni del lavoro per abbassare i costi, ma non è bastato».
Da qui la richiesta al Governo «di mantenere le promesse fatte al Mise, sulla riduzione del costo dell’energia e di impegnarsi sugli ammortizzatori sociali, perché è bene ricordare che da gennaio a marzo, la solidarietà sarà pagata al 60% contro l’attuale 70% più 15% della Regione, e dal primo aprile, con la scadenza del vecchio contratto, sarà pagata come la cassa integrazione»
«Auspichiamo – conclude Cantagalli – che nuovi prodotti, come l’Optigal, confermato, vengano processati in Magona e di avere nuovi mercati come quello dell’auto che permettono contratti e prezzi garantiti per mesi. Solo con tutte queste condizioni potremmo avere un futuro più roseo».
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