La protesta
Pista più lunga entro il 2017 o l’aeroporto chiuderà
L’amministratore unico di Alatoscana, Claudio Boccardo, parla chiaro: «Dobbiamo far atterrare vettori più grandi. Sennò i conti non tornano»
CAMPO NELL’ELBA. Segnatevi questa data: maggio 2017. Potrebbe essere il mese del rilancio dell’aeroporto della Pila, finalmente in grado di accogliere aerei più grandi. Ma potrebbe essere anche il mese della chiusura: “tertium non datur”, non c’è una terza opzione, dicevano i latini, già allora più saggi dell’insopportabile burocrazia attuale. Lo dice con chiarezza al convegno sul turismo l’amministratore unico di Alatoscana, Claudio Boccardo, che chiede di accelerare al massimo le autorizzazioni per il prolungamento della pista. Decisivi sono 90 metri: la lunghezza di un campo di calcio, quanto manca alla pista attuale per poter far atterrare aerei capaci di portare almeno 70 persone. Adesso il limite è per vettori da 50 posti, di cui 35 utilizzati. Troppo pochi per essere redditizi.
«Dopo il fallimento di Intersky - spiega Boccardo - stiamo cercando altre opzioni per coprire le rotte sull’Europa. Qualcosa ci sarebbe, ma le compagnie hanno bisogno di una pista più lunga. Quasi tutte hanno già aerei più grandi o pensano di introdurli nel 2017. In sostanza: nel 2016 in qualche modo riusciremo ad andare avanti, ma nel 2017 o avremo la pista o non avremo gli aerei».
Parole chiare che si scontrano però con la lentezza burocratica per le autorizzazioni ai lavori: «Dal 2012 troviamo ostacoli continui. Di fatto da allora stiamo producendo solo carte. Abbiamo urgenza di avere il via libera per realizzare questi 90 metri di pista in più, così da passare da aeroporto di classe 1 a classe 2 e poter far atterrare aerei più grandi. A essere sinceri ce ne vorrebbero almeno 200 in più, ma intanto i 90 ci consentono di sopravvivere. Adesso siamo... in camera di rianimazione».
I problemi sono tanti, al punto che Boccardo, con amarezza, ammette che «finora ci è mancato il “tifo” dell’Elba. Eppure la struttura è fondamentale per il turismo». Si va dal Comune di Campo che non ha reiterato il vincolo aeroportuale per i terreni sui quali dovrà allungarsi la pista «così non possiamo fare gli espropri», fino ai vincoli idrogeologici legati alla presenza, a fianco della pista, di due fossi (Pila e Galea) che devono essere in parte deviati: «pare che ora la situazione si possa sbloccare, ma i tempi sono davvero stretti».
Infine problemi ci sono anche per la ristrutturazione delle aree di accesso: «Purtroppo c’è una struttura alberghiera che ha preso spazi e si sono create delle servitù. Ci sono anche piccole strutture abusive, al punto che sono preclusi anche percorsi da riservare a corridoi di sicurezza. Insomma, se vogliamo far crescere e... decollare questa struttura, dobbiamo crederci tutti. E per primi gli elbani».
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