Italia
Cinque progetti per rilanciare il centro
Il Comune si candida per ottenere dalla Regione oltre sei milioni dei fondi europei, le leve sono cultura e coesione sociale
PIOMBINO. Si chiama «Le piazze, fabbrica dei saperi». Un tocco di enfasi c’è. Ma potrebbe esserci anche la sostanza. Se la Regione approverà il piano, arriveranno oltre 6 milioni dai fondi europei. Obiettivo, un progetto di innovazione urbana (Piu) centrato sulla cultura come strumento che includa. Di coesione sociale basata sulla conoscenza.
Il Piu è stato presentato in sala consiliare dal sindaco Massimo Giuliani e dall’assessore Marco Chiarei nelle vesti di coordinatore di un’operazione che si sviluppa in settori diversi. Tecnici di riferimento, insieme a docenti universitari, gli architetti Camilla Cerrina Feroni, dirigente del settore urbanistica del Comune, e Franco Landini della società di consulenza Epsus.
Piombino è tra i candidati insieme ad altri 41 Comuni toscani. Contribuirebbe con circa 2 milioni e 300 mila che ci si aspettano dalla vendita degli ex licei. Superato il vaglio della Regione, la mole dell’investimento si attesta su 8 milioni e 650 mila euro.
Le proposte da consegnare a Firenze entro il 13 gennaio prossimo includono il completamento dell'intervento di riconversione del complesso ex Ipsia destinato alla nuova sede della biblioteca e dell’archivio storico e industriale. Parliamo del secondo lotto. Del completamento del primo non si hanno date certe.
Il polo è concepito in maniera innovativa. Luogo di memoria, sportello per l'accesso alle informazioni e pratiche quotidiane per i cittadini, spazio in cui la cultura viene vista come welfare urbano, come elemento strategico per l'innovazione della vita quotidiana, sociale ed economica della città. Il costo del secondo lotto è di 4 milioni e 50mila euro.
Collegati a questo ci sono il recupero del piazzale d'alaggio a Marina (860mila euro), il rifacimento complessivo di piazza dei Grani (1.630.000), la sistemazione di piazza Dante (710mila) e altri interventi di efficientamento energetico (sostituzione di un migliaio di punti luce , telecontrollo) (1 milione e 400mila).
«Un'occasione unica per il Comune», nel giudizio di Giuliani che ha sottolineato la complessità del progetto e l’approccio intersettoriale innovativo, seppure nel solco delle esperienze precedenti(Contratti di Quartiere, il Programma integrato di intervento Città antica, il Piuss).
La Regione farà una prima selezione. Se la supereremo, nella primavera 2016 potrebbe iniziare la coprogettazione vera e propria che durerà circa un anno. Un anno dopo si potrebbero aprire i cantieri.
«Non si tratta di un semplice restyling urbano - ha spiegato Chiarei - ma di un programma organico che vede come motore il completamento del polo culturale in piazza Manzoni, strettamente collegato con le altre realizzazioni. L'obiettivo principale è quello di creare coesione sociale attraverso la cultura. Abbiamo pensato ad un ambito omogeneo che metta in rete tutti gli interventi, collegandoli al polo culturale come fabbrica dei saperi».
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