Il Tirreno

"Rossi sta per firmare l’emergenza regionale"

Annalisa Mastellone
Campi allagati durante il nubifragio di fine ottobre (foto Pabar)
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Campi allagati durante il nubifragio di fine ottobre (foto Pabar)

Lo ha annunciato l’assessore Fratoni all’iniziativa del Pd “Dove va l’acqua”. Soffritti: "Sono cambiati il clima e l’urbanizzazione, dobbiamo trovare soluzioni"

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PIOMBINO. A giorni il presidente della Regione Enrico Rossi firmerà il decreto d’emergenza regionale nei comuni di Piombino, Campiglia e San Vincenzo per i gravi eventi atmosferici del 28 ottobre. La notizia l’ha data l’assessore regionale Federica Fratoni all’iniziativa “Dove va l’acqua”, venerdì 4 sera, organizzata dal gruppo Pd Toscana. «L’istruttoria è completata – ha annunciato - perché il decreto si basa su una verifica sommaria dei danni, manca la firma del presidente Rossi che credo ci sarà la prossima settimana».
Il riconoscimento dell’emergenza permetterà ai soggetti danneggiati dall’alluvione di accedere a misure regionali e favorirà la ricerca di risorse da destinare ai Comuni per la messa in sicurezza dei luoghi. «Fondi di bilancio in questo momento non ci sono – ha spiegato Fratoni - lo dico con onestà e franchezza, però abbiamo fatto come giunta, proprio alla luce degli eventi precedenti di agosto, una delibera, il primo di settembre, nella quale sono enunciate una serie di opportunità: si va dal microcredito se un’azienda ha subìto piccoli danni, alla sostituzione sui tetti e quindi pannelli fotovoltaici e si stanno definendo interventi analoghi. Il consiglio regionale sta trattando partite fondamentali anche sulle tematiche ambientali, abbiamo approvato un piano generale di gestione rischio alluvioni e a gennaio ci sarà la parte della pianificazione».


Si tratta di possibilità in aiuto di un territorio che ha visto famiglie e aziende duramente colpite dai nubifragi di fine ottobre, alla luce dei quali si è aperto il dibattito sulla difesa del suolo e sulla regimazione idraulica, moderato dal consigliere e presidente della commissione sviluppo economico Gianni Anselmi. Un’occasione per fare il punto, visti i cambiamenti climatici, sulla necessità di ripensare a nuove modalità di intervento per la prevenzione del rischio idrogeologico, insieme agli attori principali: Comuni, Asa, Consorzio di bonifica, Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Legambiente. A salutare l’inizio dei lavori anche il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo, che ha sottolineato l’importanza di trovare, ognuno col suo punto di vista e con le proprie responsabilità, un obiettivo comune a tutela del territorio.

«Negli ultimi 40 anni - ha detto Rossana Soffritti, sindaco di Campiglia - è cambiata l’urbanizzazione, i paesi e le città son cresciuti e succede, qui come altrove, che il sistema fognario non sempre riesca a fronteggiare fenomeni atmosferici intensi sempre più ordinari. Anche l’agricoltura è cambiata, cresciuta come attività imprenditoriale per rispondere a criteri economici imposti dal mercato, e non le si può chiedere di tornare a decenni fa. Ma è anche vero che le coltivazioni intensive portano con sé situazioni di pericolo, avendo cambiato quantità e percorso delle acque delle nostre campagne. Di investimenti qui ne abbiamo fatti tanti, sul Cornia e sui corsi minori, ma il reticolo è dell’800, modificato decenni fa, la sua portata non è adeguata ai cambiamenti, di urbanizzazione e dei territori aperti. E quando si verificano piogge intense l’acqua che dovrebbe andare a mare si ferma, allagando paesi e campagne. Dobbiamo capire tutti insieme come affrontare i cambiamenti del territorio e continuare a fare esistere l’agricoltura».

E riuscire a coinvolgere, ha aggiunto, i titolari delle grandi infrastrutture, strade, autostrade e ferrovie nella manutenzione del territorio. Alcuni agricoltori hanno ribadito la necessità delle loro aziende di adeguarsi al mercato per essere competitive, e chiesto soluzioni tempestive, di tutela e difesa ma anche di gestione dell’ambiente, altrimenti rischieranno di chiudere.

«Ambiente e sviluppo devono andare di pari passo – ha detto il segretario Pd, Valerio Fabiani - I grandi mutamenti climatici si gestiscono meglio se i Comuni si dotano di strumenti di pianificazione omogenei di governo del territorio. E’ necessario aggiornare il modello di sviluppo del territorio in senso ambientale, cosa che porta la possibilità di creare nuovi posti di lavoro e nuova economia»

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di Redazione web