Sicurezza
Tenuta in larga parte abusiva a Capoliveri
Vani in più, tettoie e fabbricati irregolari: il Comune ordina la demolizione a una famiglia tedesca
CAPOLIVERI. Più che un’abitazione è una sorta di tenuta irregolare, almeno buona parte di essa. Con tanto di tettoie non autorizzate, doccia esterna, depandance a due piani costruita in pietra e, per non farsi mancare niente, una villa molto più amplia di quanto era previsto sulla carta. È molto lunga le serie di rilievi che l’amministrazione comunale di Capoliveri ha mosso nei confronti di una famiglia tedesca, proprietaria di una villa in località il Molino.
Il Comune guidato da Barbetti ha emesso, in data 30 novembre, un’ordinanza firmata dal responsabile dell’ufficio tecnico Vincenzo Rabbiolo con la quale si intima i proprietari alla demolizione e alla conseguente rimessa in pristino dei luoghi entro novanta giorni dalla notifica.
L’iniziativa del Comune capoliverese è relativa a una serie di irregolarità rilevate particolarmente corposa. L’amministrazione ha compiuto infatti un sopralluogo nei mesi scorsi un sopralluogo presso l’abitazione in località il Molino e ha rilevato in primo luogo la costruzione di una tettoia di circa 31 metri quadrati, con sotto delle roulotte. Un’altra piccola tettoia (8 metri quadrati) è stata costruita ad uso legnaia. I responsabili del Comune hanno rilevato inoltre la posa in opera del cancello carraio della proprietà e di un cancellino pedonale, mentre poco più in là è stato realizzato un fabbricato in pietra due piani fuori terra ad uso di civile abitazione, di superficie pari a 23 metri quadrati per piano e un ulteriore vano di 3,15 metri circa. Vicino al fabbricato è stata rilevata una doccia esterna di 1,45 metri di diametro e una tettoia di superficie di circa 40 metri quadrati. Parte della terrazza fa da copertura a un piccolo vano pluriuso di 9 metri quadrati circa. Ma non è tutto: i tecnici dell’ente capoliverese hanno rivelato inoltre delle difformità relative all’abitazione principale. Si tratta di un edificio che, secondo le licenze, avrebbe dovuto avere una superficie di 166 metri quadrati, a disposizione di una famiglia. In realtà la superficie rilevata è pari a 191 metri quadrati, con una differenza di circa 25 metri quadrati. Sul posto è stato perfino rilevato un piano seminterrato al quale non è stato possibile accedere. «Sull’unico lato fuori terra – si legge nell’ordinanza – sono infatti ben visibili delle aperture foderate con lastre di pietra, allo scopo presumibile di mimetizzare il vano in più». Sono state riscontrate inoltre differenze sostanziali nelle tettoie e portici.
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