Sicurezza
Ecco lo storico archivio dell’ospedale
Torna alla luce riordinato e fruibile per gli studiosi: contiene quasi mille documenti, fin dal ’600
CAMPIGLIA. Un altro pezzo importante di storia viene alla luce ed è reso disponibile al pubblico: si tratta dell’archivio storico dell’ospedale di Campiglia Marittima riordinato e conservato con l’archivio storico comunale a palazzo Pretorio. Sabato scorso l’inaugurazione e la visita all’archivio e alla relativa mostra che ha accompagnato anche la settimana “Archivi Aperti”. L’assessore Jacopo Bertocchi ha affermato: «Dal 2010 ho messo la volontà politica per raggiungere questo risultato che deve ancora proseguire, ma anche altri hanno fatto molto». Ha poi ringraziato per la competenza e la cura del progetto Agnese Lorenzini e Graziana Alagna che si sono precedentemente concentrate nel riordino della parte preunitaria e che hanno segnalato quest’altro “pezzo” di archivio, rimasto in attesa di tempi migliori che sono finalmente arrivati, nuovamente grazie al supporto della Fondazione Livorno che ha accolto con interesse i progetti presentati per il Comune dal direttore della biblioteca comunale Fucini Paolo Volpini: «Nell'archivio abbiamo ancora molto da fare ma ciò che è stato fatto è fatto e bene. Nelle politiche culturali occorre fare ciò che si può nel senso della concretezza e ritorno sul territorio».
Agnese Lorenzini: «Durante il riordino del’archivio preunitario ci siamo accorte che c'era questa stanzina che ci chiamava e conteneva il materiale che oggi è sistemato. Campiglia nei secoli è stata importante politicamente, dal medioevo, come centro egemone dove c'era un ufficio fiorentino che controllava il territorio e l’ archivio che è specchio della civiltà e della storia restituisce questa ricchezza. Campiglia aveva un’importanza che si riscontra anche nell’ospedale i cui primi documenti a nostra disposizione sono del ’600».
Graziana Alagna ha parlato di come è iniziato il lavoro e come si è operato. La prima fase ha consistito nell’ordinamento fisico dell'archivio di cui si evidenzia la divisione in due fondi, quello dell’antico ospedale dei santi Jacopo e Filippo e poi da 1875 quello dell’ospedale di Maremma. Ha parlato degli spostamenti subiti e del fatto che ad ogni modo, dei mille pezzi dell’inventario del 1957 oggi ne abbiamo 980, quindi la grande parte. Tra le persone che si occuparono dell’archivio è stato ricordato anche il campigliese Giuseppe Ingegneros, chiamato ad aiutare l’archivista Bruno Casini.
Oggi l’inventario stilato da Alagna e Lorenzini è molto più analitico di quello precedente. Infatti per ogni pezzo analizzato, è riportato il titolo in maniera integrale, le date estreme, le note sulla descrizione fisica e le note di contenuto su ogni singolo pezzo. Da questa base le “piccole idee successive” come le chiamano le due esperte, che però piccole non sono: la mostra, la guida alla mostra, la pubblicazione futura dell'inventario, le visite, la pagina Facebook che consente di essere vicini all’archivio anche a distanza. Non poteva mancare la testimonianza di Gianfranco Benedettini che oltre ad essere uno studioso ha lavorato per 20 anni come amministrativo dell’ospedale ed ha sostenuto la causa della sua conservazione. Fabio Serini è intervenuto a nome del CdA di Fondazione Livorno portando il saluto del presidente Luciano Barsotti.
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