Il Tirreno

Stagione buona, ma ottobre è in calo

di Stefano Taglione

I dati dell’Autorità portuale fotografano un movimento in discesa. De Ferrari: «Colpa della crisi del turismo congressuale»

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PORTOFERRAIO. Non è stato un ottobre da incorniciare, anche se la stagione turistica all’Elba si è conclusa positivamente.

Da Santa Teresa ad Halloween sulla nostra isola sono sbarcate 73.921 persone e 17.213 auto, un traffico che – comprensivo del tragitto inverso, dai nostri porti a Piombino – è leggermente inferiore rispetto a quello dell’anno scorso. Colpa, per così dire, della crisi del turismo congressuale e delle festività in Svizzera che forse non hanno favorito un lungo soggiorno nella perla dell’Arcipelago. Complessivamente, nell’ottobre del 2014, il movimento a bordo dei traghetti è stato di 169.126 passeggeri (contro i 159.476 di quest’anno) e 39.371 macchine (38.254 erano tredici mesi fa).

Percentuali alla mano il calo si attesta fra il 2 e il 5%, a seconda della tipologia di traffico, ma considerando gli ottimi mesi estivi l’Elba conclude il 2015 con la consapevolezza di essere tornata meta attrattiva. A maggio e giugno, infatti, i numeri erano stati molto incoraggianti, mentre a luglio e agosto si è registrato un vero e proprio boom, merito di una domanda interna finalmente tornata in auge. Nel periodo clou sulle banchine di Portoferraio, Rio Marina e Cavo sono arrivate e ripartite 20.000 persone in più e quasi 2.500 automobili. Dati che negli ultimi anni rappresentano certamente un record, ma che gli elbani sperano siano solo l’antipasto di stagioni turistiche da tutto esaurito, dove l’Elba è chiamata a vincere la sfida di isola per tutti: famiglie e giovani che vogliono divertirsi.

Dall’associazione albergatori si dicono soddisfatti. «La crescita stagionale è stata del 6% - spiega il presidente Massimo De Ferrari – e anche se non abbiamo recuperato i numeri di 4-5 anni fa, siamo sulla buona strada. Abbiamo salito il primo gradino di una scala sulla quale dobbiamo lavorare. Bisogna continuare così».

Sui risultati negativi di ottobre, l’albergatore non si nasconde. «Abbiamo più volte detto che il turismo congressuale è da 4-5 anni in crisi – spiega De Ferrari – e ora sappiamo che non si è ancora ripreso. In ottobre rappresenta una fetta importante del comparto. Purtroppo la legge non consente di organizzare congressi in località di mare o di montagna. La trovo un’imposizione assurda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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