Il Tirreno

Aferpi, le tute blu tornano in piazza

Aferpi, le tute blu tornano in piazza

Il sindacato chiede all’azienda il rispetto degli impegni presi nel piano industriale. Landini chiude la manifestazione

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PIOMBINO. E’ il giorno dello sciopero dei metalmeccanici che oggi danno appuntamento a tutta la città al cavalcavia in largo Caduti sul lavoro: alle 9 prende il via il corteo, presenti i leader nazionali del sindacato. Maurizio Landini, segretario generale Fiom, chiuderà la manifestazione con un discorso in piazza Gramsci.

Lo sciopero è stato proclamato da Fim, Fiom e Uilm «per rivendicare un costo dell’energia per Aferpi, Arcelor Mittal, Tenaris Dalmine e altre imprese, competitivo e alla pari con altre aziende italiane, la proroga degli ammortizzatori sociali, l’attivazione in tempi rapidi delle infrastrutture e dell’Accordo di programma, l’accelerazione e realizzazione completa del piano industriale Cevital per il ritorno al lavoro dei lavoratori e delle lavoratrici del territorio».

La manifestazione arriva dopo l’incontro al Mise, che i segretari nazionali hanno definito «vuoto e inconcludente». Nessun commento invece da parte di Fim, Fiom e Uilm locali, che interpretano lo sciopero come la necessità di chiudere un periodo, rappresentando in piazza lentezze e indecisioni di Aferpi e del Governo, per girare pagina con l’obiettivo di verificare punto su punto gli impegni del gruppo algerino. Perché, come hanno più volte ribadito, per Fim, Fiom e Uilm Aferpi resta l’unica possibilità per rilanciare la produzione di acciaio e ridare fiato all’occupazione.

Concetto, quello della fiducia ad Aferpi condizionata alla verifica dei risultati, in fondo ripreso anche da Enrico Rossi: «Credo che saremo in grado di valutare i risultati di Aferpi a tempo dovuto», ha detto infatti il presidente della Regione, dopo la presentazione del nuovo cronoprogramma di Aferpi, e alla vigilia dello sciopero.

«È giusto che il sindacato esprima le sue opinioni – ha affermato Rossi, a margine del meeting di Firenze sull’economia toscana, organizzato da General Electric – Aferpi riconferma alle istituzioni la sua volontà di investire, valuteremo a tempo dovuto il rispetto degli impegni presi».

Rossi ha ribadito che per il dopo Lucchini «non c’era un imprenditore, adesso c’è, e conferma sia pur con qualche difficoltà e ritardo una situazione che lo vede impegnato: è giusto che il sindacato si faccia sentire, anche con manifestazioni e momenti di mobilitazione, il protagonismo del movimento operaio è stato decisivo e lo sarà anche stavolta. Anche in questo caso credo che ci sarà modo di valutare complessivamente la soluzione a tempo debito».

Rossi ha parlato anche dell’interesse di General Electric per Piombino: «Con Ge la Regione – ha detto il presidente – sta attualmente discutendo di un possibile insediamento di un nuovo cantiere di assemblaggio di moduli industriali nel porto di Piombino e di futuri progetti di ricerca e industriali».

Tornando alla sciopero di oggi, per il Movimento 5 Stelle «deve essere solo l’inizio. Ora occorre mettere in atto una strategia concreta per ottenere garanzie da Aferpi. L’unica leva di contrattazione rimasta in mano pubblica sono le concessioni sulle aree portuali, quindi ribadiamo per l’ennesima volta che firmare una concessione per 50 anni significa di fatto rinunciare a pretendere garanzie. Prima che sia troppo tardi si deve stabilire una strategia comune fra la politica e la Porth authority per rilasciare le concessioni in maniera graduale e a scadenze ben definite, in modo da poter fare valutazioni periodiche».(cloz)

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