Il Tirreno

L’assestamento passa ma è ancora polemica

di Luca Centini

La maggioranza tiene sul bilancio nonostante il parere negativo del revisore Durissimo attacco del ragioniere capo Donati nei confronti degli uffici dell’ente

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PORTOFERRAIO. Il consiglio comunale di Portoferraio ha approvato l’assestamento del bilancio senza il parere positivo del revisore dei conti ma, in compenso, con la solita dose massiccia di polemiche. La seduta straordinaria del consiglio è andata in scena, infatti, in un clima teso fin dalle prime battute. E se non è stato un tutti contro tutti poco ci manca. Proviamo ad andare nell’ordine: la minoranza si scaglia contro la giunta Ferrari per i ritardi nella trasmissione della documentazione relativa all’assestamento e per l’assenza di una guida politica nelle scelte compiute. Poi c’è il ragioniere capo che apre un fronte pesantissimo nei confronti degli uffici e del personale del Comune, accusati di aver fatto un lavoro pessimo in fase di preparazione del assestamento di bilancio. La maggioranza, invece, se la prende principalmente con il revisore dei conti, chiamato in fretta e furia e criticato duramente per aver bocciato le delibera di assestamento, contrariamente a quanto fatto dal ragioniere capo Donati. Infine, ciliegina sulla torta, le scintille tra il segretario Pinzuti che avanza dubbi di legittimità circa l’approvazione dell’assestamento, ricevendo indietro le parole al vetriolo del vice sindaco Marini: «già che ci sei vota contro assieme alla minoranza». È questa la cronaca scarna dell’ennesima seduta per certi versi surreale del consiglio comunale di Portoferraio.

L’assestamento di bilancio.

Con il voto compatto della maggioranza il consiglio comunale approva in serata le variazioni e l’assestamento del bilancio di previsione, passato in consiglio comunale lo scorso settembre. A relazionare i vari spostamenti delle voci di bilancio è il ragioniere capo che delinea un quadro stabile dei conti del Comune, con un avanzo di amministrazione previsto di 2,5 milioni (rispetto a 1,125 milioni di settembre), con una parte disponibile di 57mila euro. Pochi, forse troppo pochi, i soldi spesi dall’ente che tra le variazioni di bilancio più significative annovera un aumento delle spese su sport, sociale (contributo agli affitti e sostituzione Tari) e cultura.

«Abbiamo utilizzato le maggiori entrate per rinsaldare quelle voci che erano state svuotate in fase di bilancio», ha spiegato Donati. Ma la minoranza non ci sta e attacca duramente la giunta Ferrari per la mancanza di una visione politica. I consiglieri Giuzio e Andreoli invitano più volte (e senza fortuna) il sindaco a spiegare le scelte politiche in fatto di bilancio: «In fase di assestamento il ruolo politico della giunta deve pesare, altrimenti finisce che il Comune viene amministrato dai tecnici». Delusa, invece, Alessia Del Torto per il fatto che la giunta non abbia compreso tra le variazioni l’aumento delle spese per gli educatori degli alunni portatori di handicap e gli oneri di urbanizzazione per sbloccare l’intervento alla scuola di San Giovanni . «Erano stati presi degli impegni chiari dalla giunta, ma ancora una volta i cittadini resteranno delusi».

Il sì di pietra di Donati.

Ma ancora una volta gli aspetti politici lasciano campo alle vicissitudini tecniche, vero tallone d’Achille dell’amministrazione. La scintilla parte dal ragioniere capo Luca Donati che, illustrando i contenuti del suo parere positivo all’assestamento del bilancio, si toglie dei sassolini (o meglio dei macigni) dalle scarpe. «Vuoi per l’avvicendamento in corsa del dirigente dell’area 3, vuoi per problemi che ogni anno emergono – ha spiegato Donati – ho ricevuto materiale confuso, irricevibile, inaccettabile oltreché tardivo dagli uffici. Le contabilizzazioni di alcune aree sono state saltate a pie’ pari, mancano una gran quantità di documenti. Sono malfunzionamenti gravissimi da eliminare, a meno che non si vogliano creare in futuro avanzi esagerati o, peggio, buchi di bilancio». L’attacco nei confronti degli uffici è frontale, tanto che il dirigente fa sapere di aver allegato al suo parere una serie di rilievi negativi e puntuali, relativi alla documentazione mancante. Eppure ecco il colpo di scena: analizzando i conti (in salute) e l’equilibrio dell’ente, Donati rilascia parere positivo all’assestamento.

Il revisore contrario.

Parere positivo che invece il revisore dei conti Angelo Bachi, chiamato in tutta fretta dal sindaco per spiegare il lavoro svolto al consiglio, non rilascia. Bachi, pur partendo dagli stessi presupposti di Donati, arriva a una conclusione opposta: «In considerazione delle carenze di documentazione e della gravità delle stesse – spiega al consiglio – non sono nelle condizioni di rilasciare un parere positivo». Tanto basta per innescare la reazione dura della giunta. Il vicesindaco Robero Marini incalza il tecnico: «Parte dal presupposto che i conti sono in equilibrio e poi dà parere negativo – dice – ma i pareri si danno sui numeri e non sulle sensazioni». La maggioranza, in ogni caso, vota compatta per l’approvazione dell’assestamento, ignorando il no del revisore.

Tensione con il segretario.

In questo contesto non mancano le scintille tra la giunta e il segretario generale, per il quale il sindaco Ferrari ha attivato le procedure di revoca. Il segretario prima ha un diverbio con Donati circa le procedure di messa a disposizione degli atti alla minoranza, quindi si esprime, chiamato in causa, sulla questione dell’assestamento. «È il parere del revisore ad avere valore giuridico e per questo può creare dei problemi di legittimità». «Già che ci sei vota con la minoranza, hai appena preso una posizione politica», gli risponde Marini. Nervi a fior di pelle, dunque. Ma non è una novità alla Biscotteria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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