Attenzione
Aferpi, al Mise il nuovo cronoprogramma
Oggi confronto tra azienda, sindacati e istituzioni. Da Azzi si attende chiarezza sui tempi per l’acquisto del forno
PIOMBINO. Oggi Aferpi, sindacati e istituzioni si incontrano al Mise per discutere del nuovo cronoprogramma e degli impegni sull’acquisto del forno elettrico che Fausto Azzi, fresco amministratore delegato delle Acciaierie e Ferriere, è chiamato a precisare.
Tra varie indiscrezioni, si fa strada l’ipotesi di un piano che da un lato fisserà le prime dismissioni (vecchia cokeria, gasometro, alcune strutture di Portovecchio) a partire dai primi di gennaio, in attesa di chiarire se per altoforno e colate continue invece si procederà allo smontaggio per il progetto di Issad Rebrab in Brasile.
Sul forno elettrico invece l’azienda dovrebbe presentare una sorta di preaccordo che però farà slittare in avanti l’ordine di acquisto vero e proprio.
Sullo sfondo, riguardo all’acquisto del forno, i dettagli ancora da precisare nell’intesa con l’azienda che fornirà l’impianto, e la necessità di un consistente investimento che dovrà coprire anche i costi per il nuovo treno rotaie, a cui l’azienda sembra puntare con decisione, dopo l’accordo con Jindal sulla fornitura del semiprodotto che da ora in poi dovrebbe arrivare in porto con continuità.
Pare difficile invece, al momento, che Aferpi si dica in grado di soddisfare la richiesta del sindacato rispetto alla crescita dei contratti di solidarietà, almeno fino a quando i laminatoi non inizieranno davvero a funzionare a pieno ritmo così da rendere necessario l’aumento dei turni.
Oggi al ministero però si parlerà anche di costo dell’energia, e di come il Governo intenda rispettare l’impegno ad abbassare il prezzo per l’area piombinese, rendendolo uniforme a quello della concorrenza, e di tfr. Cresce la pressione infatti perché sulla questione del pagamento delle spettanze a duemila lavoratori (una trentina di milioni), l’esecutivo trovi la strada che eviti l’attesa della conclusione in Cassazione della vicenda giudiziaria sul maxirisarcimento chiesto dal ministero dell’Ambiente all’amministrazione Lucchini.
Tutto ciò avviene all’antivigilia dello sciopero di quattro ore e della manifestazione di mercoledì: la partenza sarà alle 9 dal cavalcavia largo Caduti sul lavoro, poi il comizio finale in piazza Gramsci.
Giovedì 3, poi, Aferpi e sindacati si ritroveranno per discutere della creazione della divisione logistica che occuperà subito 103 dipendenti di Aferpi e successivamente, non oltre il novembre 2016 secondo gli accordi, altri 60 lavoratori ora in cassa integrazione.
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