Sicurezza
Elba, il Pd rivaluta l’Unione dei Comuni
Il segretario Zini: «La semplificazione è una strada obbligata e l’isola d’Elba ha bisogno di una voce unitaria»
PORTOFERRAIO. Non si scappa dal riassetto istituzionale. E se il Comune unico è una partita chiusa, anzi sigillata dal voto compatto degli elbani, una nuova Unione dei Comuni potrebbe essere la soluzione migliore. Il ragionamento è del segretario elbano del Pd Federico Zini che non si sottrae alla discussione innescata dal suo stesso partito a livello regionale.
Il segretario regionale del partito Dario Parrini è stato chiaro: non ci saranno scelte calate dall’alto, ma i piccoli Comuni non possono avere vita lunga e le fusioni sono una priorità. Una posizione che, qualora messa in pratica dalla Regione, sarebbe destinata a stravolgere gli equilibri istituzionali dell’isola, divisa in otto Comuni, di cui la metà con meno di 3mila residenti.
«Avremo a breve una riunione all’interno del nostro partito nel corso della quale affronteremo il tema dell’assetto istituzionale – spiega il segretario Zini – è un tema che riguarda tutta la Toscana e non solo l’Elba. Di fronte a un’ipotesi di una semplificazione amministrativa la nostra posizione è simile a quella che abbiamo tenuto per il Comune unico, sebbene con alcuni accorgimenti. Crediamo che la strada indicata dalla Toscana non possa essere elusa in alcun modo: i Comuni piccoli sono in grande difficoltà. Le risorse sono sempre più scarse, le attività sono ridotte all’osso». In questo contesto, secondo Zini, le fusioni e le sinergie tra gli enti non sono più rimandabili ad oltranza. Eppure l’isola, negli anni post referendum per il Comune unico, ha compiuto uno sforzo vero verso la semplificazione attuando le gestioni in forma associata dei vari servizi fondamentali.
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«Le Gestioni associate possono essere un vantaggio se seguono una logica – commenta Zini – ma è chiaro che le gestioni associate basate sull’affinità tra amministratori non hanno senso, mentre in alcuni casi portano dei vantaggio ai cittadini. In generale, tuttavia, stiamo valutando una proposta che tende a superare l’impostazione delle varie gestioni associate». Una proposta che non consiste nel rispolverare il Comune unico, progetto che i cittadini elbani hanno respinto in modo netto alle urne. «Piuttosto l’idea che stiamo valutando è quella di una Unione dei Comuni – spiega il segretario elbano del Pd – un ente sovracomunale che tuttavia lasci inalterata l’autonomia dei vari Comuni ma che porti dei vantaggi concreti per tutta l’Elba. In primo luogo sotto l’aspetto finanziario, dal momento che verrebbe superato il vincolo del patto di stabilità, quindi sotto il profilo della progettualità. Su macro temi come, ad esempio, la sanità e le infrastrutture l’Elba avrebbe una voce unica». E, di conseguenza, un potere contrattuale superiore. «Con l’Unione dei Comuni sarebbero istituzionalizzate e dotate di “portafoglio” proprio enti che già stanno lavorando come la Conferenza dei sindaci e la Gestione associata del turismo. Questa è la proposta che stiamo valutando come Pd. Non è detto che sia la soluzione migliore per l’Elba, ma l’importante è che venga aperta una discussione».
Non si può dimenticare, tuttavia, come l’Elba abbia già sperimentato in passato sulla propria pelle l’esperienza - naufragata - dell’Unione dei Comuni. «Lo spauracchio c’è – spiega Federico Zini – ma è anche vero che sono passati molti anni e la situazione si è modificata. Gli elbani hanno bocciato il Comune unico, eppure si stanno rendendo conto sempre di più come, per certi temi chiave, sia necessario che l’isola lavori in perfetta unità e faccia sentire una voce sola. Si sta uscendo dalla demagogia sbagliata, secondo cui stare tutti insieme è controproducente. È chiaro, tuttavia che qualsiasi decisione dovrà essere presa attraverso un percorso partecipato. Il Pd, sull’isola, è in minoranza quasi dappertutto, ma di certo non rinunciamo a presentare le nostre proposte». Se l’Unione dei Comuni accende l’interesse del Pd locale, non fa altrettanto l’ipotesi - caldeggiata da alcuni dopo il ko del Comune unico - di un’isola divisa in tre Comuni (Est, Ovest e Portoferraio). «Potrebbe essere un’arma a doppio taglio – chiude la porta Zini – verrebbero raggiunti alcuni obiettivi ma resteremmo comunque privi di una voce unica per l’Elba».
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