Il Tirreno

Dette la voce a Marlon Brando, sarà sepolto a Sant'Ilario

L'attore e regista Francesco Carnelutti
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L'attore e regista Francesco Carnelutti

E' morto l'attore e regista Francesco Carnelutti: lunedì 30 l'ultimo saluto nella sua terra d'adozione 

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SANT'ILARIO. L’ultimo abbraccio con il mondo degli affetti e degli amici l’ha voluto dedicarlo al suo paese d’adozione, Sant’Ilario. Il funerale si svolgerà alle 10,30 di lunedì 30 nella chiesa di Sant'Ilario. La salma sarà esposta all'obitorio dell'ospedale di Portoferraio dalle 16 di domenica 29.
Lunedì 30 infatti, nella chiesa parrocchiale della frazione collinare di Campo, saranno officiate da don Giorgio Mattera le esequie funebri di Francesco Carnelutti, 79 anni attore cinematografico e teatrale, nonché regista di grande impegno civile e politico, morto a Roma nell’ultimo fine settimana. Ieri, alle 10, nella basilica di Santa Maria in Trastevere a Roma, il funerale. E nello stesso giorno al cinema ‘Lux2’ di Torino, in occasione del Festival è stato proiettato il suo ultimo film “Neuf Cordes” di Ugo Arsac.

A informare gli amici e conoscenti elbani dell’improvvisa dipartita del padre, è stata la stessa figlia Valentina Carnelutti, anche lei affermata attrice cinematografica, teatrale e televisiva (ha una parte in Squadra Antimafia). È stata lei a confermare la volontà del padre nel suo profilo Fb di volere essere sepolto proprio a Sant’Ilario, il paese che è stato scelto da lui agli inizi degli anni Sessanta, quando l’Isola si affacciava con sempre maggiore forza al turismo. Si era comprato una casetta appena fuori dal centro abitato, l’aveva ristrutturata e adeguata alle proprie esigenze. Qui si rifugiava nei ritagli di tempo, quando era libero da impegni professionali, per ritemprarsi nelle fisico o per scrivere nuove sceneggiature. Pur essendo stato di carattere un po’ schivo e introverso, era riuscito tuttavia a stringere amicizie con diversi campesi che ne riconoscevano la levatura e la preparazione professionale e lo rispettavano nelle scelte. «Quando arrivava in paese – ricordano alcuni abitanti della frazione – non dava l’impressione di essere una celebrità. In lui non era semplice riconoscere il grande regista di cinema che in realtà era».

Il suo ‘curriculum vitae’ è invidiabile. Il suo attaccamento a Sant’Ilario l’ha dimostrato nel periodo pasquale del 2013 quando si è trattato di animare un tratto del “Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini. Lui recitò in chiesa alternandosi con suo figlia Valentina, anche lei doppiatrice e attrice. Da domani riposerà nel cimitero monumentale di fronte al mare e accanto ai figli famosi di questa terra campese, come il maestro Giuseppe Pietri.

La carriera di un ribelle del cinema. Una carriera invidiabile da attore, regista e doppiatore. Carnelutti esordisce nel 1969 nel ruolo di un cantastorie in “La monaca di Monza”. Diretto come attore da registi del calibro di Theo Angelopolus, Peter Del Monte e poi Pupi Avati (Il Nascondiglio), Peter Greenaway e Ron Award (Il Codice da Vinci), ma anche ‘vocè, tra gli altri, di Marlon Brando, Donald Sutherland e Anthony Hopkins . Amico di di Gian Maria Volontè, ha lavorato in oltre settanta film. Come regista ha diretto Mal de viver, da Pessoa e Maladie de la mort di Marguerite Duras preferendo copioni fuori schema.

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di Redazione web