Il Tirreno

Traffico di bombe al porto Il caso finisce in Regione

I consiglieri Fattori e Sarti (Sì) presentano un’interrogazione urgente Anche a Piombino, dopo i Cinque stelle, chiedono spiegazioni Bezzini e Callaioli

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Il caso delle armi transitate nel porto di Piombino e dirette in Arabia Saudita finisce sia in consiglio comunale (lunedì 30) che in quello regionale. Nel primo caso, dopo che il M5s aveva detto di voler chiederne conto al sindaco, sono stati depositati anche un ordine del giorno di Carla Bezzini (Un’altra Piombino) e una mozione di Fabrizio Callaioli (Rifondazione).

La polemica era scoppiata per la presa di posizione del deputato sardo Mauro Pili (Unidos), che aveva parlato «di bombe vietate dall’Onu e la cui compravendita è vietata persino dalle norme italiane. È la destinazione ad essere sotto accusa, a partire dall'Onu».

I tir erano sbarcati a Piombino sabato mattina, provenienti dal porto di Olbia . In totale mille bombe Mk83, prodotte dalla Rwn Italia di Domusnovas (Carbonia-Iglesias) che fa capo al colosso internazionale Rheinmetall Defense, e destinate all’Arabia Saudita.

Lo ricordano anche i consiglieri regionali di Sì Toscana a sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che hanno presentato un’interrogazione orale urgente: «Mille bombe Mk83, lo stesso tipo di bombe usate per colpire la popolazione civile dello Yemen. Non un evento isolato, il passaggio di armi provenienti avviene con cadenze regolari nel porto toscano. Tutto ciò è in contrasto con la legge italiana che vieta espressamente le esportazioni di tutti i materiali militari, e loro componenti, verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi della Carta delle Nazioni Unite. E l’Arabia Saudita, oltre a essere responsabile di gravi e reiterate violazioni dei diritti umani, per il suo intervento militare in Yemen non ha mai ottenuto dall’Onu alcuna autorizzazione né legittimazione».

«Ricordiamo - aggiungono - che la lotta al terrorismo passa anche attraverso la limitazione dell’export degli armamenti nelle zone a rischio e l’Arabia Saudita, insieme con altri stati dell’area, è anche accusata di finanziare lo Stato Islamico-Daesh e tutta la galassia di milizie jihadiste».

Di qui l’interrogazione urgente «per sapere se, oltre al porto di Piombino, sono interessate, riguardo al trasporto di armamenti e al loro trasferimento verso destinazioni di guerra attraverso la nostra regione, strutture militari e /o infrastrutture civili presenti nel territorio, compreso l’aeroporto militare pisano. E chiediamo di attivarsi presso il Governo per il rispetto della legge e il divieto di tali traffici».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web