Sicurezza
Sarà di nuovo un Capodanno coi bòtti
Città divisa, anche sui social, tra chi tifa per vederli e chi non li vuole mai più. Divieto e controlli in tutti gli altri giorni
PIOMBINO. Sarà un Capodanno coi fuochi d’artificio. Nessuno lo conferma, ancora, ma è certo che lo spettacolo pirotecnico chiuderà un calendario d’iniziative natalizie ancora tutto da scoprire. Mentre spopolano sui social le polemiche tra chi tifa per vederli a tutti i costi e chi non li vuole mai più.
Per qualcuno non è San Silvestro senza i fuochi in piazza Bovio. Ma non la pensano così gli amanti di cani e gatti (o specie selvatiche), che si scagliano contro il Comune, contestando una consuetudine dannosa per le bestiole, terrorizzate dai rumori assordanti. E difficilmente comprensibili, soprattutto dopo lo stop dello scorso anno.
Difficile stabilire dove pesa la bilancia anche per l’amministrazione comunale di Piombino che deve rendere la città più appetibile rispetto al comprensorio della Val di Cornia, ma ovviando all’idea di fare marcia indietro.
Poi ci sono i costi. Nel 2014, si è puntato tutto su intrattenimento più musica con una spesa di circa 25mila euro (calcolati allora 12.13mila euro in meno, visto come risparmio necessario, della media degli ultimi 10 anni, circa 37mila euro). E quest’anno, fuochi e tutto, costeranno sempre meno di 30mila euro.
Soprattutto l’attenzione resta concentra sull’ordinanza (nº11 del 2011) che vieta negli altri giorni l’utilizzo di artifici pirotecnici di ogni genere, prevedendo una deroga solo per il 31 dicembre, a condizione però che i materiali vengano esplosi in condizioni di sicurezza e lontano da cose, persone e animali. Per chi non rispetta la regola sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da 25 a 500 euro.
Un provvedimento che è stato preso per evitare situazioni di pericolo alle persone, e danni economici alle cose: automobili, cassonetti dei rifiuti e altro.
Anche i bòtti la cui vendita è legale, infatti, possono risultare pericolosi, e possono arrecare disturbo alla quiete pubblica. Ed è per questo che, ormai dal dicembre 2012 l’assessorato all’ambiente e ai diritti degli animali ha lanciato una campagna di sensibilizzazione, appellandosi al senso civico. Tutto affinché l’uso dei bòtti venga evitato anche per Capodanno, per ragioni di sicurezza, ambientali, sanitarie, di tutela degli animali (ma anche delle bellezze architettoniche e artistiche. «Nel 2014 – aveva ricordato di recente l’assessore alle attività produttive Stefano Ferrini – abbiamo tentato anche noi di dare il buon esempio, escludendo lo spettacolo. Ma l’azione non è servita, i petardi ci sono stati».
Anzi pure quest’anno gli amanti dei petardi già impazzano da settimane. Il controllo ovunque resta impossibile. Chissà se, visto che i rumori artificiali non saranno eliminati affatto il 31 dicembre, si riesca almeno a ridurli, magari ricorrendo a parecchie “ fontane luminose” meno impattanti e di cui più volte si è parlato.
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