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“Passaggi dell’anima”, le foto di 4 autori in mostra a Suvereto

“Passaggi dell’anima”, le foto di 4 autori in mostra a Suvereto

SUVERETO. Si intitola “Passaggi dell’anima” la mostra collettiva che si terrà da sabato (inaugurazione ore 18) al prossimo 8 dicembre a Suvereto, in via Magenta, nell’ambito delle giornate della...

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SUVERETO. Si intitola “Passaggi dell’anima” la mostra collettiva che si terrà da sabato (inaugurazione ore 18) al prossimo 8 dicembre a Suvereto, in via Magenta, nell’ambito delle giornate della sagra del cinghiale. L’evento, riconosciuto da Fiaf (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche), vede l’esposizione di quattro fotografi piombinesi: Annalisa Fossi, Paolo Cappellini, Walter Calvi e Nicoletta Boraso. Quattro autori diversi che affrontano differenti tematiche con uno stile proprio, all’interno di un quadro complessivo variegato e suggestivo, tenuto insieme dal filo comune dell’emozione. “Albachiara” è il progetto realizzato da Annalisa Fossi, emotivo punto di vista sugli stati d’animo, certezze e dubbi di una giovane figlia. “Il più grande spettacolo del mondo”, lavoro di Paolo Cappellini, nasce dall’incontro con il circo Medrano. «Dopo vari sopralluoghi – spiega il fotografo – ho fatto amicizia e deciso di rappresentare la trapezista Stefany». Ne è uscito fuori un progetto dal sapore cinematografico ispirato a “Il cielo sopra Berlino” di Wim Wenders. “Il tunnel” di Walter Calvi si sviluppa dall’immaginazione di uno «spazio temporale della metropolitana come una sospensione del vivere, un intervallo compreso tra il dove sono e il dove sarò». Infine, “The mayor” di Nicoletta Boraso è il progetto su un breve viaggio intorno a cinque figure diverse e ai loro piccoli mondi quotidiani, pubblici e privati, nella provincia veneta. «La mostra collettiva “Passaggi dell’anima” è il panegirico che quattro fotografi caratterizzati da quattro stili diversi e da quattro tematiche diverse, dedicano alla fotografia – afferma Francesca Lampredi, critico cinematografico e d’arte, che collabora alla mostra – Questa viene omaggiata come forma d’espressione: le abilità tecniche non sono altro che la grammatica con cui esprimersi, parlare, confrontarsi, emozionare, spogliare la realtà e allo stesso tempo denudarsi, mostrando paura, angoscia ma anche speranza ed amore. Ecco perché una collettiva non può che non essere un atto d’amore e allo stesso di comunicazione che sappia unire spettatore e fotografo in un unico scambio emozionale».

Francesca Lenzi

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