Il Tirreno

Cupola pronta per l’Immacolata

Cupola pronta per l’Immacolata

Concluso il primo lotto dei lavori di restauro alla Madonna delle Grazie

2 MINUTI DI LETTURA





CAPOLIVERI. Primo lotto dei lavori di restauro (iniziati a settembre) al santuario della Madonna delle Grazie terminerà l’8 dicembre, festa dell’Immacolata e giorno in cui, per tradizione, il luogo di culto è frequentato da fedeli non solo di Capoliveri, ma provenienti da tutta l’Elba. Questo per non intralciare le funzioni religiose che sono in programma. Ma i lavori di restauro voluti dalla parrocchia di Capoliveri e concordati con la Soprintendenza prevedono la realizzazione e la ripartizione degli interventi in tre lotti, secondo il progetto degli architetti Alessandro Pastorelli e Beatrice Ragoni.

Il primo, che è (come detto) in fase di chiusura interessava l’intervento e il risanamento conservativo della cupola del santuario. Il secondo riguarda soprattutto i dipinti nell’intradosso della cupola. Il terzo e l’ultimo lotto che prevedibilmente sarà portato a termine nelle prime settimane di gennaio 2016 prenderà in considerazione il consolidamento della struttura lignea di copertura. «La prima parte degli interventi – dice Pastorelli – ha riguardato la pulizia e il lavaggio di tutte le superfici interessate. Poi le analisi sui materiali da ripulire». Oltre alla sistemazione del manto della cupola sono state sostituite le tegole rotte di tutta la copertura della navata e delle cappelle laterali. La facciata è semplice , con un ingresso sormontato da timpano spezzato con all’interno uno scudo che riporta l’emblema della Madonna a cui è intitolato il santuario. «L’attrattiva della chiesa – continua Pastorelli – è il quadro della Madonna del Silenzio, probabile opera di Marcello Venusti, allievo e amico di Michelangelo. Raffigura la Vergine con una Bibbia in mano e il Bambino addormentato in grembo. Quella attualmente sull’altare è però una copia». Su questo dipinto si intrecciano diverse leggende. Quella più famosa vuole che sia stato trovato in mare miracolosamente intatto da pescatori, che si apprestarono a portarlo a Capoliveri. Già si pensava a realizzare una cappella per accoglierlo vicino al paese, quando la mattina dopo lo ritrovarono nella stessa cala qui i capoliveresi realizzarono la chiesa dov’è oggi. Più realisticamente si pensa che il dipinto fosse stato donato ai monaci di Montecristo, forse dal papa Giulio II della Rovere. Un’altra leggenda vede protagonista Napoleone, che per il suo compleanno voleva il quadro, ma la persona incaricata di staccarlo dalla parete non riuscì nell’impresa al punto che il sovrano dovette desistere.

Luigi Cignoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa