Sicurezza
Quei negozi storici che lasciano la città
Piombino: super liquidazioni e chiusure entro dicembre. Giù le saracinesche della boutique Desidera e della gioielleria Lucarelli
PIOMBINO. Ogni volta, un colpo al cuore. Perché, ogni volta che chiude le saracinesche un altro esercizio storico, cambia la fisionomia della città. Non c’è più la corsetteria di Sonia Squarci in corso Italia da una vita, né la pizzeria Pharaon's cavern in via della Repubblica, da 26 anni: e solo le più recenti scomparse. Ora con le super liquidazioni lasciano, il 31 dicembre, corso Italia, la boutique Desidera (lì dagli anni Cinquanta) e la gioielleria Lucarelli.
«Impossibile continuare – spiega Dino Lucarelli, 46 anni – Mio nonno, nel 1946, aveva il negozio in via Pisacane, siamo orologiai da generazioni. Ci siamo trasferiti sul corso nel 1971». Dino (fiero di portare il nome del babbo oltre che di condividerne la passione per gli orologi) aggiunge: «Sono venuto in negozio finite le medie, mi spiace ma a Piombino la situazione è insostenibile».
Non è più solo una questione di orario, giorno o stagione. C’è da fare i conti con la resa economica e le difficoltà crescenti pure per i pochi che scelgono di andare avanti. Mentre l’innovazione non si ferma col trionfo del franchising, sbriciolando l’identità della città (che finisce per l’uniformarsi con l’ovunque uguale pure con gli stessi marchi di vendite).
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«Censimento continuo – assicura l’assessore alle attività produttive Stefano Ferrini – delle aperture e delle chiusure mensili per capire come sostenere il mondo del commercio. Ovunque la situazione è complicata, ma a Piombino diventa più difficile per la crisi economica che non passa e per la presenza importante delle catene di franchising. Prezzi bassi – aggiunge – creano una concorrenza che difficilmente i piccoli negozi possono reggere. Quello che possiamo fare è mantenere un rapporto il più possibile stretto con commercianti, artigiani, associazioni di categoria per concertare, insieme, e come stiamo già facendo, tutte le azioni che riguardano il settore. Così è stato definito il bilancio, così sta nascendo il prossimo regolamento attuativo del piano del commercio nelle aree pubbliche. Così – sottolinea – il nuovo regolamento per sagre e feste, frutto del confronto anche con le associazioni che organizzano e i partiti politici».
«Sempre con le associazioni di categoria e i commercianti – dice ancora Ferrini – stiamo concludendo l’eleborazione del programma di iniziative per Natale (sarà presentato entro fine settimana ndr); anche in questo caso l’apporto dei Centri commerciali naturali, 150 vetrine e Salivoli, più le associazioni, è stato fondamentale. Per i negozi che chiudono ? Quello che si può fare, di fronte a un fenomeno generalizzato in tutta Italia e per altro, a Piombino, si è cercato di resistere come meglio possibile... è cercare di rendere più vivibile e appetibile Piombino. La città può essere più attraente – conclude – attraverso appuntamenti che possano invitare nuovi visitatori, ma pure i cittadini a uscire di casa e a restare qui per gli acquisti, invece che spendere altrove».
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